La dialisi di un anziano è una realtà complessa, soprattutto per gli anziani, che spesso si trovano a dover affrontare questa sfida a causa dell’insufficienza renale. Questo articolo offre una panoramica essenziale su cosa comporta la dialisi negli anziani, dalle cause e aspettative di vita, ai rischi e alle domande più difficili riguardo alla fine della vita, con l’obiettivo di fornire informazioni utili e un sostegno a chi vive questa esperienza.
Di cosa parleremo in questo articolo:
- Cos'è la Dialisi?
- Cause dell'Insufficienza Renale nell'Anziano
- Tipologie di dialisi
- Trattamenti farmacologici di supporto ad un dializzato
- Quanto deve bere un dializzato?
- Rischi per un Anziano in Dialisi
- Vita Media di un Anziano Dializzato
- Una delle domande più frequenti… "Come Muore un Dializzato?"
Cos'è la Dialisi?
In generale la dialisi è una procedura medica utilizzata per sostituire la funzione dei reni quando questi non sono più in grado di svolgere il loro compito principale: filtrare le tossine e i liquidi in eccesso dal sangue. Il trattamento di dialisi è vitale per le persone con insufficienza renale cronica, una condizione in cui i reni perdono progressivamente la capacità di funzionare correttamente. Esistono due tipi principali di dialisi: l'emodialisi e la dialisi peritoneale. L'emodialisi utilizza una macchina per purificare il sangue, mentre la dialisi peritoneale sfrutta il peritoneo, una membrana nella cavità addominale, come filtro naturale.
Cause dell'Insufficienza Renale nell'Anziano
L'insufficienza renale può avere diverse cause, molte delle quali diventano più comuni con l'avanzare dell'età. Tra le principali cause vi sono:
- Ipertensione arteriosa: una pressione sanguigna elevata danneggia i vasi sanguigni nei reni, compromettendo la loro capacità di filtraggio.
- Diabete: l'alto livello di zucchero nel sangue può danneggiare i reni nel tempo, portando a una condizione chiamata nefropatia diabetica.
- Glomerulonefrite: un'infiammazione dei glomeruli, le unità di filtrazione nei reni.
- Malattie vascolari: la riduzione del flusso sanguigno ai reni dovuta a malattie dei vasi sanguigni può causare insufficienza renale.
- Invecchiamento: con l'età, i reni naturalmente perdono parte della loro funzione, aumentando il rischio di insufficienza renale.
Tipologie di dialisi
Esistono principalmente due tipologie di dialisi: emodialisi e dialisi peritoneale. Ognuna di queste ha caratteristiche e modalità operative differenti:
1. Emodialisi
L'emodialisi è la forma più comune di dialisi e si esegue principalmente in ospedale o in centri specializzati. Durante l'emodialisi, il sangue del paziente viene prelevato attraverso un accesso vascolare (generalmente una fistola artero-venosa), filtrato attraverso una macchina (dializzatore) che rimuove le tossine e i liquidi in eccesso, e poi reimmesso nel corpo. La procedura viene solitamente eseguita 3 volte a settimana, con ogni seduta che dura da 3 a 5 ore.
2. Dialisi Peritoneale
La dialisi peritoneale utilizza la membrana peritoneale, che riveste la cavità addominale, come filtro naturale. Un fluido dialitico viene introdotto nella cavità addominale attraverso un catetere, assorbe le tossine e i liquidi in eccesso, e poi viene drenato. Esistono due principali tipi di dialisi peritoneale:
- Dialisi Peritoneale Ambulatoriale Continua (CAPD): Il paziente riempie e svuota manualmente la cavità addominale 3-4 volte al giorno.
- Dialisi Peritoneale Automatizzata (APD): Una macchina automatica esegue i cicli di scambio durante la notte mentre il paziente dorme.
Entrambe le forme di dialisi presentano vantaggi e svantaggi, e la scelta dipende dalle condizioni mediche del paziente, dal suo stile di vita e dalle preferenze personali.
Trattamenti farmacologici di supporto ad un dializzato
A supporto della dialisi, ci sono vari trattamenti farmacologici che aiutano a gestire le complicazioni e a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra questi, i fattori di crescita eritropoietici sono utilizzati per trattare l'anemia, comune nei pazienti dializzati, stimolando la produzione di globuli rossi. Inoltre, i leganti del fosfato sono spesso prescritti per controllare i livelli di fosforo nel sangue, prevenendo complicazioni ossee. Anche i farmaci per il controllo della pressione arteriosa e quelli per la gestione del calcio e della vitamina D sono fondamentali per mantenere l'equilibrio minerale e prevenire danni ossei o cardiovascolari.
Infine, gli anticoagulanti vengono utilizzati durante l'emodialisi per prevenire la formazione di coaguli di sangue nel circuito dialitico.
Questi farmaci, integrati al trattamento dialitico, sono cruciali per migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita dei pazienti anziani in dialisi.
Quanto deve bere un dializzato?
La quantità di liquidi che un paziente in dialisi può assumere è strettamente controllata e varia in base a diversi fattori, tra cui il tipo di dialisi, la funzione renale residua, il peso corporeo e la quantità di urina che ancora riesce a produrre.
In generale, per i pazienti in emodialisi, l'assunzione di liquidi viene solitamente limitata a circa 500-1000 ml al giorno più la quantità di urina che producono. Questo perché i reni non sono più in grado di eliminare i liquidi in eccesso, e un eccesso di liquidi può causare ipertensione, edema (gonfiore) e scompenso cardiaco.
I pazienti in dialisi peritoneale hanno spesso restrizioni meno rigide, poiché la dialisi peritoneale viene eseguita più frequentemente e aiuta a rimuovere i liquidi più regolarmente. Tuttavia, anche per loro, è importante monitorare attentamente l'assunzione di liquidi per evitare complicazioni.
ATTENZIONE: È fondamentale che ogni paziente segua le indicazioni del proprio nefrologo, che saprà adattare le restrizioni in base alle condizioni cliniche specifiche.
Rischi per un Anziano in Dialisi
La dialisi, sebbene salvavita, comporta anche alcuni rischi, che possono essere particolarmente significativi negli anziani. Tra questi vi sono:
- Problemi cardiovascolari: la dialisi può causare fluttuazioni nella pressione sanguigna, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus.
- Infezioni: sia l'emodialisi che la dialisi peritoneale possono esporre il paziente a un rischio maggiore di infezioni, specialmente nel punto di accesso vascolare o nel peritoneo.
- Malnutrizione: la dieta di un paziente in dialisi è spesso molto restrittiva, e alcuni anziani possono avere difficoltà a mantenere un apporto nutrizionale adeguato.
- Debolezza e affaticamento: la dialisi può causare un senso di stanchezza e debolezza cronica, limitando l'indipendenza del paziente.
Vita Media di un Anziano Dializzato
La vita media di un anziano in dialisi varia in base a molti fattori, tra cui l'età, la presenza di altre patologie, e il tipo di dialisi. In generale, gli anziani che iniziano la dialisi a 75 anni o più hanno una sopravvivenza media di circa 2-5 anni. Tuttavia, alcuni pazienti possono vivere molto più a lungo, specialmente se godono di buona salute generale e ricevono cure adeguate. È importante sottolineare che la dialisi non è solo una questione di prolungamento della vita, ma anche di miglioramento della qualità della vita, permettendo ai pazienti di vivere in modo più confortevole nonostante l'insufficienza renale.
"Come Muore un Dializzato?"
La domanda "Come muore un dializzato?" riflette le preoccupazioni di molte persone riguardo alla fine della vita di chi è sottoposto a dialisi. La morte di un paziente in dialisi può avvenire per diverse ragioni, spesso legate a complicazioni della malattia renale o a condizioni associate come malattie cardiovascolari. Quando un paziente in dialisi è vicino alla fine della vita, il trattamento può essere interrotto per consentire una morte naturale e confortevole.
La sospensione della dialisi è spesso una decisione presa in accordo con il paziente e la famiglia, considerando la qualità della vita e i desideri del paziente. Senza dialisi, il corpo accumula tossine e liquidi, portando a un peggioramento graduale delle condizioni fino alla morte, che può avvenire in modo relativamente sereno, con il supporto delle cure palliative per gestire i sintomi.