La perdita di un coniuge in età avanzata è un’esperienza dolorosa e complessa che può portare a sentimenti di tristezza, solitudine e lutto profondo.
Con elaborazione del lutto ci si riferisce ad un processo di costruzione di significato della morte di una persona cara. Nel caso della morta di un coniuge in età avanzata, questa costruzione di significato assume delle caratteristiche complesse.
Alcune ricerche scientifiche, hanno messo in evidenza come il processo di elaborazione del lutto del proprio coniuge in età avanzata esponga maggiormente la persona rimasta in vita ad un declino cognitivo e, in alcuni casi, predisponga ad un’accelerazione dei processi di invecchiamento.
Perché?
Le nostre generazioni di anziani condividono fortemente i valori del matrimonio e, di conseguenza, nella maggior parte dei casi hanno affrontato una vita coniugale duratura e caratterizzata da un’importante condivisione di esperienze di vita. Al contrario di quanto accade oggi, i nostri anziani si trovano ad affrontare l’esperienza di un matrimonio duraturo che termina solamente con la scomparsa di un componente della coppia. L’interruzione del legame fondato sul rispetto reciproco e sulla condivisione porta con sé un enorme senso di disorientamento.
Rabbia e senso di abbandono…
Il senso di disorientamento potrebbe essere accompagnato da una vera e propria crisi di identità. La persona, non riconoscendosi più in assenza del proprio coniuge, potrebbe vivere un senso di abbandono e di rabbia. In alcuni casi, ci si può sentire arrabbiati perché ci si sente abbandonati dalla persona amata. In modo particolare, la perdita del coniuge porta ad un cambiamento nella routine condivisa che sparisce improvvisamente. Inoltre, avendo condiviso la maggior parte della vita insieme, la prospettiva di affrontare la vita da soli può far sentire molto vulnerabili.
Senso di colpa e sollievo…
Una fase di elaborazione del lutto particolarmente ardua da gestire è quella in cui potrebbe comparire una fisiologica sensazione di sollievo. Tale sensazione compare ogni qualvolta la morte del coniuge è avvenuta in seguito ad un periodo di sofferenza prolungata che ha richiesto un impegno particolarmente oneroso in termini di cura. In questa fase, potrebbero comparire vissuti di ambivalenza: da un lato ci si sente sollevati dal fatto che la morte abbia posto fine alla sofferenza, dall’altro ci si sente in colpa per il fatto stesso di provare una sensazione di sollievo e aver in qualche modo desiderato la fine delle sofferenze.
Ricostruire...
È importante, con il tempo, trovare un senso a ciò che è successo, trasformando le sensazioni di dolore, rabbia, e colpa in una narrazione che possa sostenere l’anziano nel trovare un senso e una continuità nella vita, in assenza del proprio coniuge. A tale scopo, una persona anziana potrebbe trovare sollievo nel portare avanti degli specifici rituali (es. accendere una candela) che forniscano una struttura e un significato simbolico, oltre che onorare il ricordo della persona amata. Inoltre, la possibilità di introdurre dei rituali potrebbe facilitare l’espressione di ciò che si prova quando sono presenti difficoltà linguistiche e comunicative.
Il lutto e tutte le manifestazioni fisiche ed emotive ad esso correlate non vanno intese come un qualcosa di patologico. È un normale processo di elaborazione che si caratterizza per la sua unicità e complessità. Non c’è un tempo giusto, ogni percorso è differente.