Il morbo di Alzheimer è una delle forme più gravi e comuni di demenza senile. Implica un deterioramento delle cellule nervose e una progressiva perdita delle funzioni mentali. Solo in Italia i malati di Alzheimer sono più di un milione.
Si manifesta soprattutto in anziani dai 65 anni in su, ma non è da escludere che si possa verificare una sua comparsa già tra i 40 e i 50 anni.
È una malattia altamente invalidante, in chi ne è affetto si riscontra comunemente la perdita di memoria e la perdita di alcune particolari abilità che rendono il malato incapace di provvedere totalmente o parzialmente alla propria persona.
Ma quali sono i sintomi che caratterizzano questa malattia? È possibile prevenirla? Esistono cure farmacologiche e rimedi contro l'Alzheimer? Vediamolo insieme.
È possibile prevenire l'Alzheimer?
Nonostante non esistano studi specifici a tal proposito, la scienza ha fatto notevoli passi in avanti per quanto riguarda la prevenzione di questa malattia degenerativa. Oggi è possibile adottare una serie di comportamenti utili per tenere allenate le facoltà cognitive:
- Tenersi in movimento: con una sana e costante attività fisica è possibile rimanere in forma sia dal punto di vista mentale che fisico. Consigliatissime sono attività sportive come la camminata veloce e la corsa che garantiscono una corretta ossigenazione delle cellule nervose;
- Stop a fumo e alcolici: fumare e bere molto aumenta il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Sarebbe meglio limitare o eliminare del tutto queste due brutte abitudini;
- Badare alla salute del cuore: c'è sicuramente correlazione tra i problemi cardiaci e problemi celebrali. Con l'avanzare dell'età è meglio tener sempre sotto controllo, grazie ad analisi continue e ripetute nel tempo, la pressione, il peso corporeo, la glicemia e i livelli di colesterolo nel sangue;
- Curare l'alimentazione: una dieta equilibrata è l'ideale per cercare di prevenire l'Alzheimer. Meglio non abusare di cibi grassi e preferire frutta e verdura, cibi ricchi di antiossidanti e vitamine;
- Tenere allenato il cervello: attività impegnative dal punto di vista mentale stimolano la crescita delle cellule nervose e ne agevolano il corretto funzionamento. Giochi da tavolo, un cruciverba o della sana lettura rappresentano valide alternative per esercitare la mente.
Sintomi dell’Alzheimer
Un trait d'union che accomuna tutti i malati di Alzheimer è la comparsa di specifici sintomi ricorrenti. Per questo motivo, nel tempo, questa patologia degenerativa è stata anche chiamata malattia delle quattro A:
- amnesia - perdita della memoria;
- afasia - difficoltà ad esprimersi e di comprensione;
- agnosia - difficoltà a riconoscere persone, cose e luoghi;
- aprassia - incapacità di compiere semplici azioni di vita quotidiana.
I sintomi possono comunque variare di persona in persona, in ogni malato la malattia può manifestarsi in maniera e in tempi differenti.
Come si diagnostica l'Alzheimer?
Esistono esami medici che consentono di diagnosticare i casi d'Alzheimer?
La risposta è sì.
Attraverso comuni esami del sangue, delle urine e del liquido spinale accompagnati a test di carattere neuropsicologico (dello stato mentale) è possibile stabilire se si è affetti da Alzheimer o meno. Questa tipologia di esami serve a escludere che si tratti di forme di demenza apparentemente simili al morbo preso in considerazione in questo articolo.
Ci sono poi test ancora più specifici come la Tac e la RMN all'encefalo che servono a diagnosticare o a escludere l'insorgenza di patologie degenerative del sistema nervoso.
L'importante è quindi intervenire il prima possibile e, al minimo dubbio, sottoporsi ad esami che servano in un certo qual modo a prepararsi.

Alzheimer: terapie farmacologiche
Se è vero che al momento non esistono terapie farmacologiche che permettono la guarigione dalla malattia di Alzheimer è anche vero che esistono farmaci capaci di rallentare l'avanzamento del morbo andando a migliorare sensibilmente la vita dei malati e quella dei loro familiari.
Si tratta di farmaci che permettono di migliorare le capacità cognitive dell'individuo almeno temporaneamente, andando a tamponare il progressivo deterioramento delle cellule nervose.
I medicamenti antidemenza contro l'Alzheimer sono principalmente gli inibitori della colinesterasi e la memantina.
I primi vengono prescritti dal medico dopo test opportuni della memoria, quando il malato è ancora nella fase iniziale della propria malattia. Servono a tamponare momentaneamente il deterioramento delle funzioni cognitive dell'individuo e a fargli mantenere un certo grado di autonomia nelle funzioni vitali quotidiane.
Se nel malato la malattia si trova allo stadio moderato o grave di solito viene prescritto come medicamento la memantina. Oltre che, come nel caso precedente, rallentare il deterioramento delle cellule nervose, questo principio attivo ha la capacità di ridurre le disfunzioni comportali tipiche di alcune forme di demenza.
È giusto però ribadire che non si tratta di cure definitive e che esse hanno maggior effetto sui pazienti in cui la malattia di Alzheimer è ancora allo stato iniziale o moderato. Occorre quindi, al comparire dei primi sintomi, parlare coi propri familiari per poi rivolgersi ad un medico esperto.