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Osteopatia per la terza età

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Con l'avanzare dell'età diveniamo tutti soggetti ad una serie di disagi, disturbi o vere e proprie patologie caratteristiche di questa fase della vita. Con il sopraggiungere della terza età infatti l'apparato muscolo-scheletrico comincia a risentire dei cambiamenti neuro-ormonali che, sebbene del tutto fisiologici, possono influire in maniera negativa sulla qualità della vita.

I disagi dovuti all'età possono essere numerosi così come possono variare da persona a persona, tuttavia alcuni tratti sembrano tipici e comuni alla maggior parte degli anziani: rigidità articolare, perdita di forza e di conseguenza una riduzione della destrezza durante i movimenti.

Per questo insieme di manifestazioni, l'osteopatia può aiutare il soggetto anziano a mantenere un determinato livello di efficienza aiutandolo a conservare allo stesso tempo tonicità e vitalità: vediamo insieme come!

Che cos’è l’osteopatia

Il fondatore dell’osteopatia è Andrew Taylor Still e per comprenderla appieno è necessario partire da lui e dal contesto storico in cui questa si è sviluppata. Negli Stati Uniti, in epoca conservatrice, puritana e mentalmente chiusa come il tardo ottocento, Andrew Taylor Still iniziò a prender coscienza dell’impotenza e dei limiti d'azione della medicina classica ufficiale. Ci fu un episodio di grandissima importanza che lo illuminò su quelle che poi sono divenute le sue intuizioni profonde su questa metodica che è l’osteopatia.

Ci fu una brutta epidemia di meningite che provocò la morte di quattro membri della sua famiglia, tre erano suoi figli. In questa confusione rimasero poche certezze: una era l’esistenza di Dio e la seconda l'impossibilità per quest'ultimo di avere lasciato la sua creatura più perfetta senza difese naturali. Motivato da queste certezze, Still si mise dunque a studiare da autodidatta, cercando il miglior mezzo per preparare l'uomo ad affrontare la malattia. L’episodio in questione narra che andando a trovare un amico, Still vide una povera donna circondata dai suoi tre bambini. Uno di questi, mentre camminava, era sanguinante. Still si offrì di prendersi cura del bambino; lo visitò e sentì la colonna vertebrale contratta e calda, soprattutto nella regione lombare, mentre la parete addominale molto fredda. Still capì che tale contrattura era in relazione con il cattivo funzionamento intestinale e si rese conto che se avesse liberato la regione lombare avrebbe certamente migliorato le funzioni intestinali del bambino.

Still cercò pertanto di mobilitare e riequilibrare i muscoli lombari: dopo alcuni minuti li sentì ridursi, la temperatura corporea divenire più fresca e si rese conto che con tali manipolazioni non solo era riuscito a normalizzare il flusso circolatorio, ma a consentire al sistema nervoso di garantire nuovamente il suo ruolo di autodifesa. La mattina seguente la madre gli riferì la completa guarigione di suo figlio. In questo episodio vediamo quindi i prodromi di quella che è l’osteopatia oggi, che può essere riassunta in tre principi.

Come funziona l’osteopatia: i tre principi

L'osteopatia si fonda su tre principi tra loro strettamente connessi e che insieme pongono le basi dell'approccio olistico che l'osteopatia condivide con altri approcci medici.

Il primo principio si fonda sull'unità di psiche e soma, considerati nella loro interdipendenza e sostanziale sinergicità, elemento imprescindibile nell'approccio olistico al paziente.

Il secondo principio concerne invece la relazione tra strutture del corpo e funzioni. Esiste infatti una connessione profonda tra anatomia e fisiologia cioè tra il corpo come è e come funziona. Tale funzione è caratterizzata dalla reciprocità: se la struttura subisce un danno anche le funzioni ad essa associate risulteranno alterate. Allo stesso modo un'alterazione funzionale può avere ripercussioni a livello strutturale.

Il terzo principio dell'osteopatia infine, riguarda le capacità autoregolative del nostro corpo. Questo possiede infatti una serie di meccanismi e funzionalità che gli permettono di mettere in atto dei comportamenti compensatori, in seguito ad uno stress o ad un trauma, che gli consentano di ripristinare lo stato di equilibrio e tornare nello stato dinamico ottimale. Questa capacità di autoregolazione si traduce anche in un certo grado di possibilità di autoguarigione.

Osteopatia in terza età

In linea generale, il soggetto anziano risente soprattutto della ridotta capacità, da parte del proprio organismo, ad adattarsi ai cambiamenti. La capacità rigenerativa dei tessuti quindi si riduce progressivamente favorendo l'insorgenza di malattie, sindromi e disturbi.

Il trattamento osteopatico, attraverso un approccio olistico, si propone di approcciare il paziente in maniera personalizzata, non prescindendo mai dalla sua storia personale, dalle malattie pregresse ed eventuali terapie in corso.

Considerando quindi la fragilità tipica dei soggetti in età avanzata, l'osteopatia si propone attraverso una serie di interventi mirati e non invasivi, di migliorare la mobilità e la funzionalità del paziente, aiutandolo a ridurre i sintomi di eventuali patologie della terza età, siano queste degenerative o cronicizzate.

Quali ambiti di intervento?

Gli ambiti di intervento in cui l'osteopatia si è dimostrata un aiuto prezioso sono i più vari: dalla cura dei sintomi dell'artrosi a quelli delle più comuni malattie respiratorie. L'osteopatia infatti è di enorme aiuto nel promuovere la corretta motilità delle articolazioni e aiutando a ridurre gli stati infiammatori e dolorosi, può portare ad una riduzione dell'uso di farmaci che molto spesso sono forieri di pesanti effetti secondari e collaterali.

Come abbiamo anticipato, quello osteopatico è un approccio olistico e personalizzato. Questo si traduce nel fatto che ogni intervento viene calibrato in funzione delle specificità del paziente. Per quanto riguarda quindi il paziente in terza età, il trattamento osteopatico sarà mirato al miglioramento della salute generale e il ritrovamento di una migliore qualità della vita. In questo modo il paziente, essendo meno soggetto a dolori e altri disagi, sperimenterà un'aumentata autonomia nelle faccende quotidiane.

Ecco di seguito, più concretamente, un elenco non esaustivo ma indicativo di alcune patologie tipiche della terza età in cui l'osteopatia può davvero essere di aiuto:

  • Dolori muscolari.
  • Dolori articolari.
  • Artrite, artrosi e periartrite.
  • Sciatalgia.
  • Rigidità o perdita della mobilità articolare.
  • Dolori cervicali e lombari.
  • Problemi respiratori.
  • Cicatrici e aderenze.
  • Tunnel carpale.
  • Perdita dell'equilibrio e instabilità generale.

Osteopatia: un grande aiuto per l'osteoporosi e la menopausa

Tra le varie ottime ragioni per cui in terza età ci si può affidare alla cura di un osteopata, troviamo la cura dei soggetti anziani affetti da osteoporosi.

Chiaramente l'osteopatia non può intervenire sulle cause, ahimè irreversibili, di questa patologia ma è dimostrato come grazie al trattamento osteopatico sia possibile un recupero del paziente ed un miglioramento globale della sua qualità di vita, favorendo una migliore percezione del proprio stato di salute ed un rinnovato benessere psicologico.

L'obiettivo principale in questi casi è quello di ridurre in maniera significativa la sintomatologia riducendo allo stesso tempo il ricorso, che spesso si traduce in abuso, di farmaci. L’intervento integrato dell’osteopata con il curante o specialista è tra l’altro in questi casi di enorme aiuto: la figura professionale dell’osteopata è per struttura portata alla medicina integrata. I pazienti che sono trattati in modo integrato ne beneficiano particolarmente.

Inoltre anche per quanto riguarda la menopausa, l'osteopatia può aiutare a ritrovare una migliore qualità della vita perché può svolgere un ruolo importante sia per quanto riguarda il controllo del peso sia per quello che concerne il riequilibrio ormonale. Allo stesso tempo il trattamento osteopatico favorisce un ripristino della mobilità, arginandone la perdita fisiologica che si presenta con l'avanzare dell'età.

Dolori lombari e postura

Menzione particolare sui benefici di un percorso osteopatico in terza età riguardano la cura dei problemi di postura ed i disagi da essa direttamente conseguenti.

L'osteopata potrà agire su queste disfunzioni in modi diversi, tenendo sempre conto dell'unicità del soggetto e della specificità tanto delle cause quanto dei disagi riferiti. Durante la seduta, l'osteopata agirà su quelle parti del corpo che provocano i limiti da cui derivano i problemi di postura e nel corso di un ciclo completo di sedute questi potranno essere gradualmente rimossi fino al ritrovamento dello stato naturale di benessere quotidiano.

A quale osteopata rivolgersi?

In conclusione, se abbiamo sottolineato la grande efficacia di questa metodica, è necessario anche stressare l’importanza di scegliere un terapeuta certificato. Bisogna affidarsi alle cure di un osteopata membro del ROI - Registro degli Osteopati d’Italia: apparire in questo registro è una garanzia di qualità. Bisogna sempre diffidare da chi si dice osteopata ma non ha terminato gli studi.

Molti osteopati danno la possibilità a chi non ha esperienza di un trattamento osteopatico di avere una valutazione gratuita come nel centro Osteolive a Roma.