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Corsi di informatica per anziani: perché possono essere utili…

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Giovedì, 07 Gennaio 2021 - 

Si chiama analfabetismo informatico e colpisce trasversalmente alcune categorie di persone: gli artigiani, alcune mamme non lavoratrici, i bambini, gli anziani. L’analfabetismo informatico non è connesso con l’appartenenza ad una particolare classe sociale ne ad un particolare livello di scolarizzazione o livello culturale.
Spesso le capacità informatiche sono facilmente connesse alla propria formazione matematico-scientifica che ne rende l’uso più intuitivo.

Tenuto presente che dai dati ISTAT (Istituto nazionale di statistica) danno un quadro socio-demografico piuttosto deludente intorno all’uso delle nuove tecnologie.

Dalle rilevazioni del 2015 gli indicatori della fascia di età che va dai 65 ai 74 dicono chiaramente che: il 24,4 % delle persone di questa fascia utilizzano un PC e non più del 25,6% fanno uso di internet. Per dirla con parole più semplici 1 persona su 4 della terza età fa uso delle nuove tecnologie. (Fonte Istat: https://www4.istat.it/it/anziani/cultura-uso-dei-media-e-nuove-te)

Gli anziani sono i più colpiti anche quando hanno già avuto esperienze passate nell’uso dell’informatica e dei dispositivi digitali. L’informatica si può facilmente disimparare. La domanda è perché?

Ebbene l’informatica vive di linguaggi e logiche in continua evoluzione. Bastano appena due o tre anni per rinnovare completamente le logiche di utilizzo di un computer nonché il linguaggio di icone e simboli. In pochi anni possono cambiare o aumentare il numero di funzionalità.

Tutto questo manda rapidamente in obsolescenza tutte le conoscenze apprese. Per questo motivo ancora di più dobbiamo fare nostra l’idea di una formazione continua. Anche e soprattutto durante la terza età.

Per quale motivo può essere utile un corso di informatica per anziani?

Da tempo gli psicologi sanno bene quanto sia importante mantenere attiva la mente e che questo ha un effetto positivo su tutto l’organismo oltre che rispetto alla prevenzione della demenza senile.

Un esempio molto semplice riguardo all’idea di effettuare un corso di informatica viene direttamente dai miei allievi anziani. Da svariati anni alcuni anziani vengono periodicamente alla Scuola di Informatica in Roma per delle lezioni di informatica generale. Quello che ho capito è che prima di tutto un corso di informatica rappresenta un incentivo per uscire di casa. Questo incentivo si può ripetere ogni settimana dando all’anziano la possibilità di essere inseriti in un contesto di attività di apprendimento molto dinamiche.

Per un anziano, che non avrebbe molti motivi per uscire di casa, avere l’incentivo fisso di recarsi presso una scuola di informatica può essere vitale nell’ambito delle proprie abitudini. Una o due volte a settimana non è molto ma produce un effetto motivazionale molto forte che tiene attivo l’anziano.

Quindi, andare ad un corso (a prescindere da quale tipologia di corso), è di per sé positivo.

Un corso di informatica permette all’anziano di apprendere nozioni nell’uso di internet o di nuove tecnologie che gli potrebbero essere utili.

D’altra parte alcuni servizi dello stato ormai sono erogati principalmente attraverso i canali digitali e questo potrebbe essere motivo di esclusione dalla fruizione dei servizi stessi.

L’utilità di un corso di informatica quindi non solo per andare su internet o usare la posata elettronica ma anche per accedere a servizi di pubblica utilità. Facciamo l’esempio che ci è più vicino in questo periodo di pandemia. Durante tutto il confinamento per la prevenzione del COVID-19 molti anziani sono stati costretti a ricevere le ricette di prescrizione medica via posta elettronica. Non sono pochi i casi di clienti che sono venuti a chiedere un supporto per comprendere come utilizzare nel modo corretto la posta elettronica e/o come stampare ciò che ricevevano suo tramite.

Effetti positivi dell’informatica sulla mente degli anziani

La stimolazione cognitiva nella pratica dell’uso dell’informatica sono numerosi:

  • Stimolazione della memoria;
  • Stimolazione del ragionamento;
  • Permette di metter in modo le capacità di “problem solving”;
  • Mantenimento dell’attenzione.

Naturalmente tutto questo è straordinario se pensiamo che non più tardi di 30/40 anni non si parlava affatto di apprendimento dopo una certa età. Oggi invece ci si è resi conto di quanto importante, utile ed efficace l’apprendimento nel mantenimento della qualità delle funzioni cognitive.

Nel raccogliere informazioni intorno alle Case di Riposo, non di rado ci siamo trovati di fronte a strutture che fornivano alcuni servizi e terapie con l’ausilio di dispositivi informatici e multimediali. Queste nuove terapie di stimolazione cognitiva stanno entrando a pieno titolo nelle modalità terapeutiche di malattie come Alzheimer o le demenze senili. Per questo non possiamo certo nasconderci l’importanza delle tecnologie e dell’informatica.

Il grande mondo dell’informatica: paura e spaesamento degli anziani

Per chi ne abbia avuto esperienza ci si può facilmente rendere conto come l’informatica sia un mondo di dimensioni davvero impressionati. Un mondo, come si è detto, di icone, simboli e termini in continua evoluzione. Il linguaggio e le logiche, sia in ambito web e web applications, che in ambito computer desktop sono in continuo cambiamento.

Questo enorme varietà non fa altro che spaventare gli anziani che percepiscono chiaramente la difficoltà nell’apprendere e ricordare ogni singolo passaggio o procedura per ottenere un determinato effetto.

Questo spavento non deve però demotivare l’anziano che ha tempi più lunghi per consolidare le proprie abilità e conoscenze. Un corso per anziani può durare anche più anni ma gli effetti positivi sono numerosi ed estremamente vantaggiosi.

Quali altre semplici utilità può avere l’uso del computer per un anziano?

Oltre alle importantissime implicazioni della stimolazione cognitiva come nel caso delle demenze senili o nei trattamenti dell’Alzheimer, l’informatica e i dispositivi digitali posso esser un utile strumento per fare cose anche molto semplici come ad esempio:

  • Giochi di carte o di scacchi;
  • Comunicare a distanza con parenti lontani;
  • Leggere e-book;
  • Giochi di stimolazione al ragionamento (brain game);
  • Guardare brevi clip documentari dai canali video;
  • Ascoltare musica;
  • Ascoltare la lettura di audiolibri.

Sembrano cose banali ma siamo convinti, anche per averli sperimentati in prima persona che avere accesso a tutte queste risorse non può che essere positivo specie se pensiamo che l’attuale struttura della società va verso un sempre più accentuato isolamento degli individui ed in particolar modo degli anziani.

Questo può minimizzare, anche se solo in parte, la sensazione di solitudine di cui abbiamo parlato in un precedente articolo: solitudine degli anziani.