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Meglio una badante o una casa di riposo?

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Quando l'anziano, per la perdita fisiologica di alcune capacità di base, inizia a manifestare un bisogno assistenziale, per la maggior parte delle famiglie la scelta si riduce ormai a due sole opzioni: meglio una badante o una casa di riposo? Una scelta difficile ed in alcuni casi dolorosa, condizionata da fattori che spesso però non tengono conto della cosa più importante: cosa è meglio proprio per il nostro caro! In questo articolo, cerchiamo di capire le questioni più importanti da considerare per poter scegliere la soluzione migliore.

Gli anziani crescono… di numero

I frutti delle politiche economiche degli ultimi quarant’anni, sempre pronte a soddisfare l'interesse privato anziché difendere quello diffuso del corpo sociale, sono sotto gli occhi di tutti.

La progressiva privatizzazione di interi settori statali, la scomparsa dell'edilizia popolare, una pressione fiscale soffocante ed iniqua e la sostanziale riduzione dei diritti dei lavoratori sono tutte cause agenti nel costante calo di natalità che affligge l'occidente. Se a questo aggiungiamo i progressi scientifici, soprattutto in campo medico, l'effetto globale è quello di un costante invecchiamento della popolazione.

Se fino al secolo scorso la terza età era un traguardo ambito, quanto poco diffuso, e l'anziano poteva contare sul supporto diretto ed esclusivo della famiglia, la società di oggi non è più in grado di offrire il tipo di assistenza e di cura che gli sono necessari. Le famiglie sono quindi costrette a delegare i propri doveri assistenziali a figure terze che suppliscano a queste necessità: badanti o strutture specializzate.

Molto spesso però, nell'affrontare il problema, sulle famiglie gravano gli stessi meccanismi, alle volte squisitamente utilitaristici, che hanno portato le stesse a non potersi occupare del proprio caro.

Capita quindi che l'anziano, già privato della cura diretta della famiglia, si veda costretto in situazioni in cui alle proprie necessità siano anteposti altri fattori, logistici come economici.

Su questo influisce poi un altro fattore determinante: accanto ad un numero esiguo di persone che vede le proprie abilità ridursi progressivamente, per la maggior parte degli anziani il bisogno di una o più figure assistenziali è improvviso ed è generalmente conseguenza di un evento traumatico, come una caduta accidentale. Le famiglie si trovano quindi a dover trovare una soluzione veloce ad un problema che non si erano mai poste e, come sappiamo, la fretta è sempre una cattiva consigliera.

Quando è consigliata la figura del badante?

I fattori in gioco sono molti e le variabili infinite, lo sappiamo, ma quello che sentiamo di consigliare in questi casi è che, a meno che le facoltà dell'anziano non siano fortemente deteriorate tanto da necessitare la presenza costante di un equipe medica, è meglio per lui rimanere in casa assistito da un professionista. Il poter restare e il poter continuare a vivere nel proprio ambiente domestico non può che avere effetti positivi sull'umore. Al contrario, il trovarsi in una struttura, con tutto ciò che ne consegue, può esacerbare lo stato depressivo del paziente ingenerando una sofferenza ulteriore e del tutto inutile.

Resta inteso che l'assistenza domiciliare deve essere svolta da un professionista qualificato che sia in grado non solo di assistere l'anziano nel mantenimento di un'adeguata igiene personale e nella preparazione dei pasti, ma che sappia anche instaurare un rapporto di fiducia e serenità non solo con l'assistito ma anche con il resto della sua famiglia.

assistenza in casa di riposoIn quali casi è più utile rivolgersi ad una casa di riposo

Quando invece l'assistenza domiciliare dell'anziano non è più praticabile, vuoi per problemi di decadimento cognitivo o per anomalie comportamentali, il ricovero in una struttura specializzata diventa l'unica soluzione possibile.

Nella scelta della struttura è importante considerare numerosi elementi: che tipo di assistenza sarà fornita al nostro caro, il regolamento interno per quanto riguarda le visite, il tipo di dieta a cui sarà sottoposto ed un elenco di eventuali attività sociali e ricreative. Inoltre è bene informarsi sulla storia e sulla dirigenza della struttura, compito ormai semplificato dalle potenzialità del web.

Nella scelta del tipo di struttura è bene valutare se affidare inoltre il proprio caro ad un ente no-profit, che deve quindi garantirsi una sostenibilità, piuttosto che una struttura gestita da una società profit, che deve quindi garantire un guadagno ai soci o agli azionisti.

La scelta del ricovero in una struttura specializzata, sebbene accompagnata da sensi di colpa da parte della famiglia, in realtà è l'unica che può garantire all'anziano l'assistenza sanitaria di cui ha bisogno sebbene il minor supporto affettivo, come abbiamo detto, può aumentare il rischio di incorrere in stati depressivi. In questi casi è importante che la struttura, così come i familiari, siano in grado di riconoscerne tempestivamente i sintomi e si prodighino per curarla perché la depressione influisce negativamente sullo stato di salute riducendo nell'anziano la motivazione a curarsi, amplificando il dolore ed aumentandone la mortalità, secondo le statistiche specialmente negli uomini, anche per suicidio.

In questi casi non esiste una regola, dipende dalle inclinazioni e dall'adattabilità del singolo. Quello che ci preme sottolineare ancora una volta è il ruolo della famiglia che non deve venire meno ai propri doveri di visita e cura anche qualora l'anziano sia ricoverato in una struttura, vigilando sempre sulle condizioni di assistenza che gli vengono fornite e assicurandosi che questi non cada in una condizione di isolamento sociale e di perdita di speranza.

Lunedì, 18 Ottobre 2021