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Giorgio Carrozzini

Giorgio Carrozzini

Giorgio è specialista in ICT, webmaster ed insegnante di informatica presso il suo studio in Roma. Ha costruito e gestito un gran numero di progetti web di ogni tipo. Oggi oltre ad occuparsi del sito www.geriatriko.com scrive anche sui temi dell'informatica e della digitalizzazione degli anziani.

Al fine di evitare che le strutture residenziali per anziani diventino luoghi noiosi in cui gli anziani stanno seduti tutto il giorno, alcune organizzazioni hanno iniziato a introdurre programmi di arti creative in modo che gli anziani possano esprimere la loro creatività impegnandosi attivamente nelle arti.

In Italia ci sono circa 400.000 persone affette da artrite ed ogni anno viene diagnosticato 1 nuovo malato ogni 10.000 persone. Queta malattia attualmente colpisce maggiormente le donne con un rapporto di 3-4 donne per ogni uomo colpito. Secondo quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità questa malattia che colpisce all’incirca lo 0,5% della popolazione questo ci fa capire quanto è diffusa.

Quando l'anziano, per la perdita fisiologica di alcune capacità di base, inizia a manifestare un bisogno assistenziale, per la maggior parte delle famiglie la scelta si riduce ormai a due sole opzioni: meglio una badante o una casa di riposo? Una scelta difficile ed in alcuni casi dolorosa, condizionata da fattori che spesso però non tengono conto della cosa più importante: cosa è meglio proprio per il nostro caro! In questo articolo, cerchiamo di capire le questioni più importanti da considerare per poter scegliere la soluzione migliore.

Gli anziani crescono… di numero

I frutti delle politiche economiche degli ultimi quarant’anni, sempre pronte a soddisfare l'interesse privato anziché difendere quello diffuso del corpo sociale, sono sotto gli occhi di tutti.

La progressiva privatizzazione di interi settori statali, la scomparsa dell'edilizia popolare, una pressione fiscale soffocante ed iniqua e la sostanziale riduzione dei diritti dei lavoratori sono tutte cause agenti nel costante calo di natalità che affligge l'occidente. Se a questo aggiungiamo i progressi scientifici, soprattutto in campo medico, l'effetto globale è quello di un costante invecchiamento della popolazione.

Se fino al secolo scorso la terza età era un traguardo ambito, quanto poco diffuso, e l'anziano poteva contare sul supporto diretto ed esclusivo della famiglia, la società di oggi non è più in grado di offrire il tipo di assistenza e di cura che gli sono necessari. Le famiglie sono quindi costrette a delegare i propri doveri assistenziali a figure terze che suppliscano a queste necessità: badanti o strutture specializzate.

Molto spesso però, nell'affrontare il problema, sulle famiglie gravano gli stessi meccanismi, alle volte squisitamente utilitaristici, che hanno portato le stesse a non potersi occupare del proprio caro.

Capita quindi che l'anziano, già privato della cura diretta della famiglia, si veda costretto in situazioni in cui alle proprie necessità siano anteposti altri fattori, logistici come economici.

Su questo influisce poi un altro fattore determinante: accanto ad un numero esiguo di persone che vede le proprie abilità ridursi progressivamente, per la maggior parte degli anziani il bisogno di una o più figure assistenziali è improvviso ed è generalmente conseguenza di un evento traumatico, come una caduta accidentale. Le famiglie si trovano quindi a dover trovare una soluzione veloce ad un problema che non si erano mai poste e, come sappiamo, la fretta è sempre una cattiva consigliera.

Quando è consigliata la figura del badante?

I fattori in gioco sono molti e le variabili infinite, lo sappiamo, ma quello che sentiamo di consigliare in questi casi è che, a meno che le facoltà dell'anziano non siano fortemente deteriorate tanto da necessitare la presenza costante di un equipe medica, è meglio per lui rimanere in casa assistito da un professionista. Il poter restare e il poter continuare a vivere nel proprio ambiente domestico non può che avere effetti positivi sull'umore. Al contrario, il trovarsi in una struttura, con tutto ciò che ne consegue, può esacerbare lo stato depressivo del paziente ingenerando una sofferenza ulteriore e del tutto inutile.

Resta inteso che l'assistenza domiciliare deve essere svolta da un professionista qualificato che sia in grado non solo di assistere l'anziano nel mantenimento di un'adeguata igiene personale e nella preparazione dei pasti, ma che sappia anche instaurare un rapporto di fiducia e serenità non solo con l'assistito ma anche con il resto della sua famiglia.

assistenza in casa di riposoIn quali casi è più utile rivolgersi ad una casa di riposo

Quando invece l'assistenza domiciliare dell'anziano non è più praticabile, vuoi per problemi di decadimento cognitivo o per anomalie comportamentali, il ricovero in una struttura specializzata diventa l'unica soluzione possibile.

Nella scelta della struttura è importante considerare numerosi elementi: che tipo di assistenza sarà fornita al nostro caro, il regolamento interno per quanto riguarda le visite, il tipo di dieta a cui sarà sottoposto ed un elenco di eventuali attività sociali e ricreative. Inoltre è bene informarsi sulla storia e sulla dirigenza della struttura, compito ormai semplificato dalle potenzialità del web.

Nella scelta del tipo di struttura è bene valutare se affidare inoltre il proprio caro ad un ente no-profit, che deve quindi garantirsi una sostenibilità, piuttosto che una struttura gestita da una società profit, che deve quindi garantire un guadagno ai soci o agli azionisti.

La scelta del ricovero in una struttura specializzata, sebbene accompagnata da sensi di colpa da parte della famiglia, in realtà è l'unica che può garantire all'anziano l'assistenza sanitaria di cui ha bisogno sebbene il minor supporto affettivo, come abbiamo detto, può aumentare il rischio di incorrere in stati depressivi. In questi casi è importante che la struttura, così come i familiari, siano in grado di riconoscerne tempestivamente i sintomi e si prodighino per curarla perché la depressione influisce negativamente sullo stato di salute riducendo nell'anziano la motivazione a curarsi, amplificando il dolore ed aumentandone la mortalità, secondo le statistiche specialmente negli uomini, anche per suicidio.

In questi casi non esiste una regola, dipende dalle inclinazioni e dall'adattabilità del singolo. Quello che ci preme sottolineare ancora una volta è il ruolo della famiglia che non deve venire meno ai propri doveri di visita e cura anche qualora l'anziano sia ricoverato in una struttura, vigilando sempre sulle condizioni di assistenza che gli vengono fornite e assicurandosi che questi non cada in una condizione di isolamento sociale e di perdita di speranza.

L'importanza di trovare la scarpa giusta per un anziano

È vero che la popolazione anziana sta aumentando di dimensioni e di età. In Italia l’età media della popolazione è passata dai 42 anni del 2002 ai 46 anni del 2021. Su una popolazione di poco meno di 60 milioni in Italia ci sono 14 milioni di over 65.

Sfortunatamente, gli esperti medici (ortopedici e podologi) hanno scoperto che c'è una crescente epidemia di dolore ai piedi in questo gruppo demografico. Non è solo colpa della vecchiaia ma si è scoperto che i due fattori principali sono l'obesità e l'artrite.

Di conseguenza, il sostegno di questa fascia demografica è ormai una priorità per molte aziende, soprattutto quando si tratta di calzature.

Per trovare la scarpa perfetta per una persona anziana, si dovrebbero considerare diversi fattori tra cui le sue esigenze e il suo budget, nonché il suo livello di attività e il tipo di piede che possiede.

Diversi tipi di calzature in base alle esigenze dell'anziano

Le calzature per gli anziani dovrebbero essere selezionate in base alle loro esigenze ea ciò che richiedono nel loro stile di vita. Una buona varietà di calzature sarebbe:

Scarpe con suola in gomma: queste scarpe sono morbide e leggere e non richiedono alcuna pausa nel periodo o supporto del tallone. Questi tipi di scarpe sono i migliori per le persone che hanno scarsa presa, dolore ai piedi, intorpidimento del piede o artrite.

Infradito unisex: queste scarpe infradito sono disponibili in un'ampia gamma di colori e design confortevoli. Possono essere indossati da uomini e donne, quindi puoi acquistarli come regalo. Sono scarpe fresche, permettono di respirare il piede e sono adatte per l’estate.

Scarpe per diabetici: le scarpe per diabetici sono disponibili in diversi stili come décolleté, ballerine, mocassini e stivali, quindi c'è sicuramente qualcosa per tutti. Questo genere di scarpe ideate per i malati di diabete hanno bisogno di materiali speciali che permettono all’anziano di stare comodo e senza il rischio di sviluppare funghi alle dita dei piedi.

Esistono diverse scarpe sportive per anziani che possono soddisfare le loro particolari esigenze.

Abbiamo già affrontato in un articolo di questo sito il discorso su quanto è importante la ginnastica ed il movimento per gli anziani: https://www.geriatriko.com/salute-benessere-anziani/importanza-della-ginnastica-per-anziani

Diversi tipi di scarpe per l’attività fisica e per lo sport degli anziani:

  • Scarpe da ginnastica: la ginnastica è un tipo di attività in cui tutti i movimenti devono essere eseguiti in posizione eretta. Ciò significa che le scarpe dovranno aiutare le ginnaste a mantenere l'equilibrio e fornire comfort e stabilità.
  • Scarpe per passeggiare: la passeggiata è un tipo di attività in cui si cammina a un ritmo rilassato mentre ci si gode la natura, esplorando posti nuovi o semplicemente facendo una piacevole passeggiata. Le scarpe dovrebbero avere supporto per l'arco plantare e flessibilità per questo tipo di deambulatore.
  • Scarpe per camminare: camminare è un'attività che richiede stabilità, supporto e ritorno di energia. Può anche essere faticoso sui piedi quindi è

Scegliere le scarpe per gli anzianiCome trovare la taglia di scarpe perfetta in base alla forma del tuo piede e al tipo di andatura.

La taglia delle scarpe è diversa per tutti. Se non sei sicuro della taglia di scarpe (tue o del tuo caro anziano) questo articolo ti aiuterà a trovarla.

Per trovare il numero di scarpe perfetto per i tuoi piedi, misura prima la lunghezza dei tuoi calzini e poi trova la taglia corrispondente nella tabella 1 qui sotto.

Ad esempio, se i tuoi calzini sono lunghi 27 cm, dovresti ordinare scarpe etichettate come EU41 o US8.5-9.5 se vuoi indossarle con calzini della stessa lunghezza.

Come acquistare scarpe per anziani a qualsiasi età e dove trovarle

L'acquisto di scarpe per anziani può essere un compito difficile se non si ha familiarità con le diverse esigenze che hanno. Gli anziani hanno spesso problemi con i piedi, quindi si consiglia di acquistare scarpe più larghe nella zona delle dita, con più imbottitura nel tallone e con una soletta più spessa. Anche le scarpe dovrebbero essere realizzate con materiali morbidi, che le rendano più comode da indossare.

Dove comprare le scarpe?

I negozi di scarpe per anziani sono piuttosto rari a causa delle esigenze specializzate che presentano. La soluzione migliore per trovare buone scarpe per gli anziani è andare online o cercare per posizione del negozio sul telefono.

Puoi trovare negozi di scarpe di qualità senza troppi sforzi!

Un consiglio: Comprare le scarpe su portali online invece può essere rischioso perché è difficile valutare se il tipo di scarpa può andare bene per le nostre esigenze. In questo caso, se siamo costretti a comprare le scarpe online dobbiamo verificare se l’acquisto è coperto dalla garanzia di reso in caso di errato acquisto.

Il cinema sembra essere sempre più interessato al mondo degli anziani. Se fino al secolo scorso il ruolo dell'anziano sul grande schermo era quasi sempre di tipo stereotipato, la produzione più recente si è fatta più attenta alla terza età, riuscendo finalmente a raccontarla come un periodo dinamico e ricco di occasioni, esattamente e forse ancor di più rispetto alle altre fasi della vita. Cerchiamo di capire cosa è cambiato!

Cinema e mondo degli anziani

I film esercitano il loro fascino e il loro potere su noi spettatori in infiniti modi. Se da un lato lo sforzo di buona parte della produzione è quello di trascinarci fuori dalla realtà, come è anche giusto che sia, una porzione minore, ma non per questo meno importante, preferisce raccontare i fatti della vita reale.

I progressi scientifici del secolo scorso, nonostante i numerosi eventi catastrofici che l'hanno caratterizzato, hanno influito in maniera netta sulla speranza di vita contribuendo allo spaventoso incremento della popolazione mondiale che abbiamo potuto osservare negli ultimi decenni.

Il cinema, come l'arte in generale, è in parte specchio della società, ed è del tutto naturale quindi che i suoi prodotti siano il riflesso di un corpo sociale sempre più anziano, soprattutto in un Occidente caratterizzato dal costante calo degli indici di natalità.

Il mondo della terza età come pubblico

Senza voler necessariamente scomodare l'arte, quello del pubblico anziano rimane, anche solo da un freddo punto di vista di marketing, un settore in crescita continua e per questo di giorno in giorno sempre più importante per l'industria cinematografica.

Questa produzione di film incentrati sulla terza età è già oggi tanto vasta quanto vasto l'elenco delle tematiche che affronta. Un suo pregio generale è sicuramente quello di fornire uno spunto di riflessione su come interpretiamo e con quale prospettiva ci avventuriamo nella vita e di come può cambiare il suo significato nelle varie fasi del suo progredire.

Fino al secolo scorso, la terza età era a tutti gli effetti un traguardo che interessava un numero molto minore di persone rispetto ad oggi. Il cinema pertanto relegava generalmente gli anziani in ruoli marginali, ritraendoli raramente come protagonisti della storia. Questa scarsa rilevanza era poi accompagnata da una tendenza a descriverli in maniera poco profonda, spesso bidimensionale, relegando gli uomini nello stereotipo o del vecchio saggio o di quello testardo, diffidente e nostalgico, spesso incattivito dalla vita. Le donne invece venivano ritratte in ruoli tanto esasperatamente materni e protettivi quanto, in maniera tragicamente opposta, potevano incarnare la quintessenza della severità, se non della cattiveria tout court.

I cambiamenti intervenuti nella società negli ultimi quarant’anni hanno quindi spinto il cinema ad un necessario ripensamento della figura dell'anziano, che si riflette non solo sulla maggiore rilevanza dei ruoli, quanto sulla profondità e la cura nel descriverne e raccontarne la condizione.

Questa rilevanza sociale, recentemente acquisita, della popolazione anziana si traduce in prodotti che possono finalmente raccontare non solo la dimensione degenerativa di questo periodo della vita, quanto le opportunità di cambiamento, rigenerazione e rinnovamento che può offrire.

Molti di questi film raccontano la terza età come un periodo importante durante il quale i personaggi non si limitano al racconto nostalgico del proprio passato ma pensano ed agiscono in relazione al loro futuro.

3 film sulla terza età: uno sguardo diverso sul mondo

Come abbiamo già detto, la quantità di film sulla terza età tra cui poter scegliere è imponente, tra quelli che meglio rappresentano questa fase della vita, abbiamo scelto di consigliarvene tre diversissimi tra loro.

Youth - La Giovinezza

In questo pluri-premiato film del 2015, il regista Paolo Sorrentino racconta la storia di due amici, due professionisti dello spettacolo che si avviano ormai verso il tramonto della carriera. Un immarcescibile Michael Caine veste i panni di Fred, compositore d'orchestra di fama internazionale dal passato glorioso ritiratosi ormai dalle scene, che si trova a trascorrere una vacanza in Svizzera con l'amico di sempre Mick, interpretato da Harvey Keitel, famoso regista di grido che pur non rassegnandosi all'avanzare dell'età sta attraversando una profonda crisi non riuscendo a trovare la chiave per concludere il suo, probabilmente, ultimo film.

I due, contornati dalla variegata clientela del resort, avranno modo di confrontarsi sulla vita, sul passato e sul futuro, riuscendo ognuno a proprio modo a rispondere al grande quesito che ci riguarda tutti, con esiti drasticamente diversi.

 A spasso con Daisy

Questa commedia è ambientata negli anni '50 e ci racconta le vicende di Daisy Werthan, una ricca vedova settantaduenne, ex maestra elementare e affatto rassegnata all'incedere degli anni, che, dopo aver causato un preoccupante incidente d'auto, viene costretta dal figlio ad assumere un autista. A ricoprire il ruolo sarà Hoke, ex lattaio analfabeta in pensione, interpretato da Morgan Freeman.

Dopo una categorica ritrosia iniziale da parte di Daisy, la pazienza dell'autista riuscirà con gli anni a scalfirne il carattere burbero e pedante, instaurando una sincera e affettuosa amicizia che porterà Daisy a volergli trasmettere il bene più grande, quello della cultura, insegnandogli quindi a leggere e scrivere. Questa amicizia, del tutto inusuale se consideriamo l'epoca in cui è ambientata la storia, durerà quindi per venticinque anni e ci dimostra come in questa parte della vita ci sia sempre lo spazio e la possibilità per cambiare e apprezzare nuove cose.

Pranzo di Ferragosto

Come ultimo consiglio abbiamo scelto questo film dall'aria estremamente nostrana rispetto ai due blockbuster precedenti. Interpretato e diretto dall'esordiente Gianni Di Gregorio e vincitore del premio come miglior opera prima al Festival del Cinema di Venezia nel 2008, il film racconta la vita di Gianni, un uomo di mezza età sommerso dai debiti e privo di una qualsiasi prospettiva che passa le sue giornate tra l'osteria e casa, dove vive con l'anziana madre. Nel suo trascinarsi quotidiano, Gianni si trova a dover ospitare e accudire in casa propria diverse anziane signore, lasciate sole in città dalle rispettive famiglie per poter passare fuori il Ferragosto.

La convivenza di questo insieme inusuale di anziane donne darà a Gianni grattacapi non da poco e diversi problemi da risolvere. Quando finalmente Ferragosto giunge al termine però, le signore non vorranno più andarsene e faranno a Gianni una proposta che non potrà rifiutare.

Quando cominciamo ad accostarci al complesso mondo delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), sentiamo presto parlare del Piano Assistenziale Individualizzato (o personalizzato). Cosa è esattamente e a cosa serve? Scopriamolo insieme!

Vediamo come come è preparato il PAI nel dettaglio

Il PAI, Piano Assistenziale Individualizzato, è uno strumento introdotto nel sistema sanitario negli anni novanta e regolamenta specificamente alcuni ambiti di lavoro delle RSA.

L'attuale normativa nazionale lo indica come uno dei requisiti minimi organizzativi delle RSA e i pazienti per i quali viene redatto sono generalmente anziani con diversi gradi di autosufficienza o comunque adulti con disabilità, malattie croniche o patologie degenerative

Questo documento viene redatto e sviluppato nel tempo dall'equipe medica e paramedica sin dal primo ingresso del paziente nella struttura e mira a raccogliere e descriverne in un'ottica multidisciplinare le informazioni specifiche riguardanti tutti gli aspetti della sua vita quotidiana.

Quando il paziente non è in grado, per questioni legate alla perdita di capacità cognitive o per mancanza di capacità di autodeterminazione, di esercitare un ruolo attivo nella redazione del proprio PAI, diventa fondamentale il contributo e la partecipazione dei parenti e di eventuali caregivers.

Lo scopo del PAI è infatti l'individuazione e la formulazione del miglior percorso di cura quotidiana praticabile e per poter favorire la migliore condizione di salute possibile per il paziente è necessario che l'equipe abbia le informazioni chiave su cui poter lavorare.

In questo documento saranno quindi riportati tanto gli elementi di valutazione clinica e assistenziale quanto valutazioni invece di tipo sociologico, linguistico e comunicativo.

Il PAI, sia nel caso di ricovero in una Residenza Sanitaria Assistenziale sia per l'Assistenza Domiciliare Integrata, vuole in sostanza essere il risultato del coordinamento di tutte le professionalità che avranno cura del paziente e del suo percorso di cura.

Come funziona il Piano Assistenziale Individualizzato

Dal momento di ingresso nella RSA, il paziente sarà sottoposto ad un periodo di osservazione generalmente di tre settimane durante le quali, dallo studio delle sue abitudini quotidiane, verranno valutati i suoi bisogni.

L'insieme dei bisogni rilevati verrà quindi suddiviso in tre macro-aree che identificheranno anche il team preposto alla loro soddisfazione.

Possiamo quindi distinguere queste tre aree in: 

  • Area clinico-assistenziale: personale medico, infermieristico e OSS
  • Area riabilitativa: tecnici della riabilitazione psicomotoria, fisioterapisti, educatori
  • Area sociale: assistenti sociali, OSS, animatori

Dal momento dell'ingresso nella struttura quindi tutti gli operatori che vengono in contatto con l'ospite provvedono alla raccolta di dati su apposite schede di osservazione con un riguardo particolare: 

  • Alla cura della persona
  • Alla attività della vita quotidiana
  • Alle abitudini alimentari
  • Ai comportamenti e all'umore
  • Al rapporto con gli altri ospiti, i familiari e gli operatori
  • Alle aspettative ai timori associati alla degenza

Entrando più nel dettaglio il PAI comprende: 

  1. La valutazione degli aspetti clinici e sanitari operata dai Medici di Medicina Generale
  2. La valutazione assistenziale operata dagli Infermieri, gli OSS (operatori socio sanitari) o dai Responsabili delle Attività Assistenziali (RAA) che quotidianamente accudiscono il paziente
  3. La valutazione delle esigenze fisioterapiche e riabilitative operata dal fisioterapista
  4. La valutazione degli aspetti sociali, interattivi e di relazione operata dall'Assistente Sociale, dall'Educatore o dallo Psicologo
  5. La valutazione delle capacità verbali e di eventuali problemi di disfagia operata dal Logopedista
  6. Una fase integrativa con il contributo di familiari e caregivers

In base al tipo di dati raccolti verrà quindi formulato un piano terapeutico definendo gli obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Il PAI ha una durata prestabilita da uno a dodici mesi e viene sottoposto a verifiche periodiche durante le quali viene stilata una valutazione sull'efficacia del piano stesso.

Piano assistenziale personalizzatoCome cambia il PAI con l’andamento della salute del paziente

Qualora vada a buon fine, il progetto può ritenersi concluso, qualora invece persistano le condizioni di disagio o addirittura si assista ad una sua esacerbazione, viene redatto un nuovo PAI che tenga conto della storia passata del paziente e delle sue nuove condizioni di salute.   

L'organizzazione deve riuscire a discutere e valutare il PAI almeno ogni sei mesi qualora le condizioni dell'assistito siano stabili ed ogniqualvolta una criticità richieda una modifica delle routine assistenziali precedenti.

Obiettivi del PAI

L'intento principale del PAI è quindi quello di personalizzare nella maniera più efficace possibile l'intervento terapeutico trovando un percorso specifico per ogni singolo paziente, in maniera diametralmente opposta alle classiche cure generiche e generalizzate. Allo stesso modo si cerca di passare da un tipo di organizzazione del lavoro che semplicemente affida agli operatori l'esecuzione di determinati compiti, ad una in cui tutti coloro che operano all'interno dell'organizzazione vengono responsabilizzati in vista di obiettivi tangibili.

L'equipe lavorando per conoscere la storia, le necessità attuali e le aspettative del paziente, potrà predisporre gli interventi necessari alla soddisfazione dei suoi bisogni e al rafforzamento ed incoraggiamento delle potenzialità residue.

Per concludere

Come abbiamo visto, il PAI riassume quindi sia la pianificazione assistenziale e terapeutica, sia gli obiettivi di promozione di un determinato stato di salute che l'assistito dovrà raggiungere in un determinato tempo.

In questo senso non è da considerarsi, come spesso avviene, uno strumento di sintesi ma dovrebbe costituire un documento dinamico capace di aderire ed adattarsi alle variazioni delle condizioni del paziente. Al cuore del PAI infatti ci dovrebbe essere sempre l'assistito e il mondo dei suoi bisogni e solo attraverso la sua estrema personalizzazione potremo raggiungere la migliore assistenza possibile.

Questa non è purtroppo l'unica criticità di questo strumento. Secondo alcuni osservatori infatti la stringente burocrazia che ne regola il funzionamento, ha privato il PAI del suo potenziale clinico: gravando l'équipe di un ulteriore notevole sforzo in termini di modulistica, si rischia che a rimetterci sia proprio il paziente, che quella stessa legge avrebbe invece voluto garantire.

Sappiamo bene che gli anziani a causa del deterioramento dei denti hanno problemi di masticazione. Premesso che prendersi cura dei denti è indispensabile a qualunque età possiamo dire che a maggior ragione quando si è anziani è importante avere una buona salute orale.

Quest'anno, per la prima volta, si terrà la festa dei nonni e degli anziani. Questa festa, fortemente voluta ed istituita da Papa Francesco, verrà celebrata la quarta domenica di Luglio 2021, in onore delle vicine ricorrenze dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù.

Come annunciato dallo stesso Papa al termine della preghiera dell'Angelus del 31 Gennaio 2021, questa giornata consentirà di festeggiare i doni della terza età e allo stesso tempo ricordare chi, prima e per noi, ha custodito e ci ha tramandato la vita.

I nonni nelle parole del Papa

“Lo Spirito Santo ancora oggi suscita negli anziani pensieri e parole di saggezza: la loro voce è preziosa perché canta le lodi di Dio e custodisce le radici dei popoli. Essi ci ricordano che la vecchiaia è un dono e che i nonni sono l’anello di congiunzione tra le diverse generazioni, per trasmettere ai giovani l’esperienza di vita e di fede.”

Con queste parole, Papa Francesco ha annunciato l'intenzione di dedicare la giornata del 25 Luglio 2021 ai nonni e agli anziani. Come è evidente nel suo discorso, gli anziani e i nonni sono un vero e proprio dono: la nostra memoria, l'anello di congiunzione tra le generazioni. Un dono talmente ricco e talmente gratuito che molto spesso finiamo per dimenticarne o a sottostimarne il reale valore, tanto nella dimensione attuale quanto in una prospettiva temporale.

Il Papa proprio per evidenziare con un esempio paradigmatico la grandezza del dono degli anziani, racconta dell'episodio della presentazione di Gesù al tempio, in cui proprio due anziani, Simeone ed Anna, illuminati dallo Spirito Santo, riconoscono per primi, in Gesù allora bambino, il Salvatore.

Con questo esempio tratto dalle Sacre Scritture, il Papa ci vuole fare capire che in realtà il ruolo delle persone anziane non è affatto limitato alla custodia e alla trasmissione dei saperi, ma l'anziano costituisce quasi un' avanguardia nel riconoscimento del bene superiore.

Il Covid e gli anziani: un ruolo importante

Purtroppo gli eventi degli ultimi tempi legati alla diffusione del Covid-19, hanno colpito in maniera maggiormente spietata chi già viveva in condizioni di malattia o solitudine, condizioni spesso diffuse nella popolazione anziana. Di fronte a questo momento tragico per una fetta così importante della popolazione, la scelta del Papa di istituire una giornata mondiale per la sua tutela non è affatto casuale:

I nonni, tante volte sono dimenticati e noi dimentichiamo questa ricchezza di custodire le radici e di trasmettere. E per questo ho deciso di istituire la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si terrà in tutta la Chiesa ogni anno la quarta domenica di luglio, in prossimità della ricorrenza dei Santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù.

Approfondendo ulteriormente il tema nel messaggio ufficiale di istituzione della festa, il Papa mette in evidenza il rapporto speciale tra nonni e nipoti, un legame strettissimo in cui dialogo deve rimanere costante, sognando “un mondo che viva del loro abbraccio”:

“È importante che i nonni incontrino i nipoti e che i nipoti si incontrino con i nonni, perché – come dice il profeta Gioele – i nonni davanti ai nipoti sogneranno, avranno l’illusione e i giovani, prendendo forza dai nonni, andranno avanti, profetizzeranno.”

I nonni e il nostro futuro: legami imprescindibili

Tornando ancora sull'attualità del disastro umanitario causato dalla pandemia, il Papa spiega come le scelte per il nostro futuro siano strettamente legate alla capacità di sognare insieme un futuro e all'importanza per il bene comune di un'armonia tra saperi e generazioni. Questo tipo di legame con la generazione che ci ha dato la vita è importante per una serie di fattori: la figura dell’anziano, del saggio della casa, è necessaria per costruire nella famiglia e nei legami primari il nostro mondo di domani, quando la pandemia si sarà placata.

Ognuno di noi, come componente di una famiglia, come singolo con una famiglia di origine, come cittadino e facente parte di una società, deve essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno di quella parte di società ferita. Il Papa parla di tre pilastri su cui costruire la società di domani: i sogni, la memoria e la preghiera. Dentro questi pilastri, anche laddove ci sia laicità e non si aderisca alla fede cristiana, è inscritta la strada per un nuovo cammino, quello che ci porterà al domani.

Il futuro del mondo deve poggiare su questo legame, su questa importante relazione tra la generazione dei più anziani e quella dei più giovani, che si vuole celebrare proprio con questa prima giornata internazionale dei nonni. Solo i giovani possono supportare la generazione dei nonni e portarla avanti; solo i più anziani possono sorreggere le nuove generazioni e sostenere i loro desideri.

Non sempre la comunicazione fra generazioni è stata semplice (ne abbiamo parlato qui in questo articolo), e vediamo come la mancanza di un sostrato culturale comune ha allontanato di molto la possibilità di comprendere il linguaggio proprio delle ultime generazioni. Ma questo non deve assolutamente scoraggiare nell’obiettivo di andare verso una società coesa, forte contro la pandemia.

L’invito del Pontefice

L'invito da parte del Papa rivolto ai nipoti a non dimenticare i propri cari istituendo la giornata internazionale dei nonni si estende alla concessione di un'indulgenza plenaria per chi il 25 Luglio, farà visita agli anziani o ai propri cari:

“Alcune volte – scrive il Pontefice – questi angeli avranno il volto dei nostri nipoti, altre dei familiari, degli amici di sempre o di quelli che abbiamo conosciuto proprio in questo momento difficile. In questo periodo abbiamo imparato a comprendere quanto siano importanti per ognuno di noi gli abbracci e le visite, e come mi rattrista il fatto che in alcuni luoghi queste non siano ancora possibili”.

Possiamo sostenere con una certa efficacia l’affermazione per cui un'alimentazione corretta è tra i fattori più importanti tra quelli che concorrono al benessere dell'individuo e al mantenimento di uno stato ottimale di salute. Con il passare degli anni diventiamo tutti più facilmente soggetti a disagi e vere e proprie patologie tipiche di questa fase della vita ma con un occhio attento all'alimentazione saremo in grado di ridurre e prevenire l'insorgenza di malattie infettive, cardiovascolari e numerosi disturbi metabolici. Vediamo insieme come!

I principali problemi nutrizionali degli anziani

Diverse ricerche in ambito geriatrico hanno rilevato come primario motivo di problematicità il fatto che generalmente l'anziano non segue un regime alimentare adeguato al proprio stato di salute, prediligendo diete poco variate e monotone. Accanto a questo primo problema, altri due fattori influiscono in maniera determinante sulle sue scelte alimentari: i problemi di masticazione legati alla dentizione e l'inappetenza.

Molto spesso infatti nei soggetti anziani la capacità masticatoria è compromessa dalla più o meno parziale edentulia. Questo rappresenta uno dei più frequenti fattori di rischio nutrizionale perché il soggetto tende ad eliminare tutti quei tipi di alimenti che non riesce più a masticare prediligendo alimenti più morbidi come minestre, formaggi molli e latticini a carne, frutta e verdura cruda.

Prima di arrivare alla completa edentulia è bene prendersi cura dei denti. Come abbiamo approfondito in un recente articolo le soluzioni sono disponibili ancche per le cure dentali per anziani: leggi l'articolo di approfondimento.

Per quanto riguarda il secondo problema, quello dell'inappetenza, da un lato è un riflesso del minore fabbisogno calorico, dall'altro può essere una manifestazione secondaria di un tono dell'umore ridotto che può accompagnare questa fase della vita.

Una prolungata esposizione a questo tipo di dieta, poco varia e condizionata da questi problemi, può portare nel medio termine a denutrizione, astenia ed una minore resistenza alle infezioni, oltre che a velocizzare il processo di perdita del tono  muscolare.

Allo stesso tempo non sono infrequenti casi diametralmente opposti in cui il soggetto abusa di diete ipercaloriche ed incede in un maggior consumo di carboidrati che lo possono portare invece a problemi glicemici, sovrappeso e una maggior probabilità di sviluppare disturbi cardiovascolari.

Soprattutto i soggetti diabetici, infatti, devono prestare particolare attenzione alla quantità totale e alla distribuzione dei carboidrati nella dieta. Per poter mantenere costanti i livelli della glicemia durante la giornata è importante che in ogni pasto principale siano presenti carboidrati complessi, un secondo piatto ed un contorno di verdure. Le persone diabetiche inoltre devono cercare di ridurre il consumo di saccarosio preferendo altri tipi di dolcificanti ipocalorici.

La dieta dell'anziano

A prescindere dalle specificità del singolo individuo, nell'anziano il fabbisogno calorico tende ad essere minore rispetto alla media della popolazione soprattutto per effetto della riduzione dell'attività fisica e lavorativa. Mediamente possiamo infatti dire che il fabbisogno calorico di un anziano raramente supera le 2000 kcal giornaliere.

Accanto quindi ad un minor consumo di carboidrati raffinati, è importante garantire un apporto proteico di almeno 0,8 gr per chilogrammo di peso corporeo. In questo caso tali proteine devono essere facilmente assimilabili, pertanto sono consigliate le carni bianche come pollo, coniglio e tacchino. Il pesce è particolarmente indicato, sia per la sua più facile masticabilità sia per la presenza di omega-3, fondamentali nella cura delle patologie arteriosclerotiche, tanto da essere raccomandato almeno tre volte a settimana.

Un elemento imprescindibile per la dieta è inoltre l'uso esclusivo dell'olio extravergine di oliva, tanto per cucinare quanto come condimento. L'olio di oliva infatti è ricco di acido oleico oltre a numerosi antiossidanti naturali come la vitamina E.

Per quanto riguarda invece l'apporto dietetico di fibre, questo deve avvenire mediante il consumo di pane e pasta, possibilmente integrali, oltre a legumi, frutta e verdura.

Un focus sull'importanza dell'idratazione nell'alimentazione dell'anziano

Idratazione dell'anziano per una salute durevoleIn linea generale, l'anziano ha la tendenza a sottostimare il proprio fabbisogno d'acqua, in parte per una diminuita sensibilità allo stimolo stesso della sete, dall'altra questa condizione può venire facilmente esacerbata dalle terapie diuretiche per il controllo degli stati tensivi. È fondamentale invece che vengano quotidianamente assunti almeno 35 ml di acqua per kg di peso corporeo sia per arginare la naturale disidratazione dei tessuti ma anche perché il ricambio idrico favorisce l'eliminazione di scorie e tossine.

Per quanto riguarda il latte, ferma restando la tolleranza allo stesso che può variare da soggetto a soggetto, è preferibile l'uso di quello parzialmente scremato. Allo stesso tempo però, per poter combattere l'osteoporosi, un apporto di calcio non solo è necessario ma assolutamente fondamentale. In caso di intolleranze si può quindi optare per il latte senza lattosio avendo cura di integrare la dieta con una maggiore quota di yogurt e formaggi.

Per quanto riguarda invece il fabbisogno vitaminico, questo non diminuisce con la terza età, anzi, come effetto di una minore esposizione alla radiazione solare, si registrano molto frequentemente carenze di vitamina D. A questo scopo, oltre chiaramente ad una maggiore esposizione al sole, sempre e soltanto nelle ore meno calde, meglio ricordarlo, è importante che l'anziano consumi cibi sani e soprattutto cucinati quotidianamente, riducendo il ricorso a cibi precotti, in scatola o surgelati.

Per quanto riguarda il numero dei pasti, l'ideale sarebbe riuscire a distribuire l'apporto calorico su quattro/cinque piccoli pasti, facilitando così la digestione ed ottimizzando l'assimilazione dei nutrienti.

I consigli per la corretta alimentazione dell'anziano

Volendo riassumere, quindi, è importante in questa fase della vita che i pasti siano leggeri e frequenti, avendo cura di non saltare mai la prima colazione. Gli alimenti dovranno essere cucinati in modo semplice evitando l'uso eccessivo di grassi, sale e salse elaborate. È fondamentale inoltre per l'anziano bere acqua frequentemente, anche qualora non ne avverta la necessità, eliminando al contempo il ricorso a bevande ad alto contenuto di zuccheri come le sode industriali o gli sciroppi.

Accanto poi ad un ricorso limitato alla bevande alcoliche, è importante consumare frutta di stagione e ricorrere agli integratori solo su consiglio medico.

Con l'avanzare dell'età diveniamo tutti soggetti ad una serie di disagi, disturbi o vere e proprie patologie caratteristiche di questa fase della vita. Con il sopraggiungere della terza età infatti l'apparato muscolo-scheletrico comincia a risentire dei cambiamenti neuro-ormonali che, sebbene del tutto fisiologici, possono influire in maniera negativa sulla qualità della vita.

I disagi dovuti all'età possono essere numerosi così come possono variare da persona a persona, tuttavia alcuni tratti sembrano tipici e comuni alla maggior parte degli anziani: rigidità articolare, perdita di forza e di conseguenza una riduzione della destrezza durante i movimenti.

Per questo insieme di manifestazioni, l'osteopatia può aiutare il soggetto anziano a mantenere un determinato livello di efficienza aiutandolo a conservare allo stesso tempo tonicità e vitalità: vediamo insieme come!

Che cos’è l’osteopatia

Il fondatore dell’osteopatia è Andrew Taylor Still e per comprenderla appieno è necessario partire da lui e dal contesto storico in cui questa si è sviluppata. Negli Stati Uniti, in epoca conservatrice, puritana e mentalmente chiusa come il tardo ottocento, Andrew Taylor Still iniziò a prender coscienza dell’impotenza e dei limiti d'azione della medicina classica ufficiale. Ci fu un episodio di grandissima importanza che lo illuminò su quelle che poi sono divenute le sue intuizioni profonde su questa metodica che è l’osteopatia.

Ci fu una brutta epidemia di meningite che provocò la morte di quattro membri della sua famiglia, tre erano suoi figli. In questa confusione rimasero poche certezze: una era l’esistenza di Dio e la seconda l'impossibilità per quest'ultimo di avere lasciato la sua creatura più perfetta senza difese naturali. Motivato da queste certezze, Still si mise dunque a studiare da autodidatta, cercando il miglior mezzo per preparare l'uomo ad affrontare la malattia. L’episodio in questione narra che andando a trovare un amico, Still vide una povera donna circondata dai suoi tre bambini. Uno di questi, mentre camminava, era sanguinante. Still si offrì di prendersi cura del bambino; lo visitò e sentì la colonna vertebrale contratta e calda, soprattutto nella regione lombare, mentre la parete addominale molto fredda. Still capì che tale contrattura era in relazione con il cattivo funzionamento intestinale e si rese conto che se avesse liberato la regione lombare avrebbe certamente migliorato le funzioni intestinali del bambino.

Still cercò pertanto di mobilitare e riequilibrare i muscoli lombari: dopo alcuni minuti li sentì ridursi, la temperatura corporea divenire più fresca e si rese conto che con tali manipolazioni non solo era riuscito a normalizzare il flusso circolatorio, ma a consentire al sistema nervoso di garantire nuovamente il suo ruolo di autodifesa. La mattina seguente la madre gli riferì la completa guarigione di suo figlio. In questo episodio vediamo quindi i prodromi di quella che è l’osteopatia oggi, che può essere riassunta in tre principi.

Come funziona l’osteopatia: i tre principi

L'osteopatia si fonda su tre principi tra loro strettamente connessi e che insieme pongono le basi dell'approccio olistico che l'osteopatia condivide con altri approcci medici.

Il primo principio si fonda sull'unità di psiche e soma, considerati nella loro interdipendenza e sostanziale sinergicità, elemento imprescindibile nell'approccio olistico al paziente.

Il secondo principio concerne invece la relazione tra strutture del corpo e funzioni. Esiste infatti una connessione profonda tra anatomia e fisiologia cioè tra il corpo come è e come funziona. Tale funzione è caratterizzata dalla reciprocità: se la struttura subisce un danno anche le funzioni ad essa associate risulteranno alterate. Allo stesso modo un'alterazione funzionale può avere ripercussioni a livello strutturale.

Il terzo principio dell'osteopatia infine, riguarda le capacità autoregolative del nostro corpo. Questo possiede infatti una serie di meccanismi e funzionalità che gli permettono di mettere in atto dei comportamenti compensatori, in seguito ad uno stress o ad un trauma, che gli consentano di ripristinare lo stato di equilibrio e tornare nello stato dinamico ottimale. Questa capacità di autoregolazione si traduce anche in un certo grado di possibilità di autoguarigione.

Osteopatia in terza età

In linea generale, il soggetto anziano risente soprattutto della ridotta capacità, da parte del proprio organismo, ad adattarsi ai cambiamenti. La capacità rigenerativa dei tessuti quindi si riduce progressivamente favorendo l'insorgenza di malattie, sindromi e disturbi.

Il trattamento osteopatico, attraverso un approccio olistico, si propone di approcciare il paziente in maniera personalizzata, non prescindendo mai dalla sua storia personale, dalle malattie pregresse ed eventuali terapie in corso.

Considerando quindi la fragilità tipica dei soggetti in età avanzata, l'osteopatia si propone attraverso una serie di interventi mirati e non invasivi, di migliorare la mobilità e la funzionalità del paziente, aiutandolo a ridurre i sintomi di eventuali patologie della terza età, siano queste degenerative o cronicizzate.

Quali ambiti di intervento?

Gli ambiti di intervento in cui l'osteopatia si è dimostrata un aiuto prezioso sono i più vari: dalla cura dei sintomi dell'artrosi a quelli delle più comuni malattie respiratorie. L'osteopatia infatti è di enorme aiuto nel promuovere la corretta motilità delle articolazioni e aiutando a ridurre gli stati infiammatori e dolorosi, può portare ad una riduzione dell'uso di farmaci che molto spesso sono forieri di pesanti effetti secondari e collaterali.

Come abbiamo anticipato, quello osteopatico è un approccio olistico e personalizzato. Questo si traduce nel fatto che ogni intervento viene calibrato in funzione delle specificità del paziente. Per quanto riguarda quindi il paziente in terza età, il trattamento osteopatico sarà mirato al miglioramento della salute generale e il ritrovamento di una migliore qualità della vita. In questo modo il paziente, essendo meno soggetto a dolori e altri disagi, sperimenterà un'aumentata autonomia nelle faccende quotidiane.

Ecco di seguito, più concretamente, un elenco non esaustivo ma indicativo di alcune patologie tipiche della terza età in cui l'osteopatia può davvero essere di aiuto:

  • Dolori muscolari.
  • Dolori articolari.
  • Artrite, artrosi e periartrite.
  • Sciatalgia.
  • Rigidità o perdita della mobilità articolare.
  • Dolori cervicali e lombari.
  • Problemi respiratori.
  • Cicatrici e aderenze.
  • Tunnel carpale.
  • Perdita dell'equilibrio e instabilità generale.

Osteopatia: un grande aiuto per l'osteoporosi e la menopausa

Tra le varie ottime ragioni per cui in terza età ci si può affidare alla cura di un osteopata, troviamo la cura dei soggetti anziani affetti da osteoporosi.

Chiaramente l'osteopatia non può intervenire sulle cause, ahimè irreversibili, di questa patologia ma è dimostrato come grazie al trattamento osteopatico sia possibile un recupero del paziente ed un miglioramento globale della sua qualità di vita, favorendo una migliore percezione del proprio stato di salute ed un rinnovato benessere psicologico.

L'obiettivo principale in questi casi è quello di ridurre in maniera significativa la sintomatologia riducendo allo stesso tempo il ricorso, che spesso si traduce in abuso, di farmaci. L’intervento integrato dell’osteopata con il curante o specialista è tra l’altro in questi casi di enorme aiuto: la figura professionale dell’osteopata è per struttura portata alla medicina integrata. I pazienti che sono trattati in modo integrato ne beneficiano particolarmente.

Inoltre anche per quanto riguarda la menopausa, l'osteopatia può aiutare a ritrovare una migliore qualità della vita perché può svolgere un ruolo importante sia per quanto riguarda il controllo del peso sia per quello che concerne il riequilibrio ormonale. Allo stesso tempo il trattamento osteopatico favorisce un ripristino della mobilità, arginandone la perdita fisiologica che si presenta con l'avanzare dell'età.

Dolori lombari e postura

Menzione particolare sui benefici di un percorso osteopatico in terza età riguardano la cura dei problemi di postura ed i disagi da essa direttamente conseguenti.

L'osteopata potrà agire su queste disfunzioni in modi diversi, tenendo sempre conto dell'unicità del soggetto e della specificità tanto delle cause quanto dei disagi riferiti. Durante la seduta, l'osteopata agirà su quelle parti del corpo che provocano i limiti da cui derivano i problemi di postura e nel corso di un ciclo completo di sedute questi potranno essere gradualmente rimossi fino al ritrovamento dello stato naturale di benessere quotidiano.

A quale osteopata rivolgersi?

In conclusione, se abbiamo sottolineato la grande efficacia di questa metodica, è necessario anche stressare l’importanza di scegliere un terapeuta certificato. Bisogna affidarsi alle cure di un osteopata membro del ROI - Registro degli Osteopati d’Italia: apparire in questo registro è una garanzia di qualità. Bisogna sempre diffidare da chi si dice osteopata ma non ha terminato gli studi.

Molti osteopati danno la possibilità a chi non ha esperienza di un trattamento osteopatico di avere una valutazione gratuita come nel centro Osteolive a Roma.

Fin dai primi anni del secondo dopoguerra le condizioni economiche e di salute degli anziani erano molto variegate il quadro sociale risultava decisamente complesso.

Se prima la vecchiaia, con tutte le sue problematiche, era generalmente un periodo di rapido decadimento oggi il quadro complessivo della popolazione sopra i 65 anni è radicalmente cambiato.

L'allungamento dell'aspettativa di vita ha introdotto un nuovo concetto quello di “quarta età”. Una stagione della vita caratterizzata da decadimento fisico e delle condizioni economiche più difficili. La quarta età è spesso un’età di maggiore dipendenza dalle precedenti generazioni.

La “terza età” invece, quanto è caratterizzata da buone condizioni di salute, da condizioni economiche dignitose, da una buona integrazione sociale e familiare diventa quella stagione della vita che merita di essere vissuta pienamente.

Quali sono le 10 abitudini per arrivare in buone condizioni di salute alla terza età?

Quali sono le migliori basi per arrivare in nelle migliori condizioni alla vecchiaia?

Vediamo quali sono le 10 abitudini che già a partire dai 45-50 anni è indispensabile considerare se vogliamo trascorrere una terza età nelle migliori condizioni.

  1. Fare attività fisica con regolarità
  2. Curare l’alimentazione (cibo e bevande)
  3. Tenere la mente allenata
  4. Evitare le esagerazioni di qualunque tipo
  5. Curare il giusto numero di ore di sonno
  6. Circondarsi di amici e conoscenze cordiali
  7. Controlli medici regolari ma senza ossessione
  8. Prevedere un’assicurazione o un accantonamento economico
  9. Concentrarsi sul presente dimenticando il passato
  10. Evitare di subire passivamente l’esistenza

Dobbiamo forse ricordarvi cose semplici come evitare di fumare o assumere droghe credo che questo sia implicito in uno stile di vita sano.

Fare attività fisica con regolarità

Lo abbiamo detto tante volte il corpo umano è una macchina perfetta che non è concepita per stare ferma. Per questo motivo è assolutamente indispensabile muoversi a tutte l'età.

Per mantenere una buona salute non è indispensabile sottoporsi attività sportive massacranti che somigliano più ad una tortura che non ad un percorso di salute.

Si può ricorrere tranquillamente alla ginnastica dolce (ne abbiamo parlato in un recente articolo qui) all'escursionismo, al Nordic Walking a tutti quegli sport che potremmo dire “morbidi” dove non è necessario stressare il nostro corpo. 

Lo yoga ad esempio è un'attività fisica estremamente morbida che in qualche modo produce i suoi benefici sul corpo umano.

Camminare tutti i giorni anche solo 40 minuti è un'attività fisica, dal costo nullo, che produce dei benefici notevoli su tutto l'organismo.

La muscolatura deve rimanere tonica e non flaccida questo già a partire da una qualunque età.

Curare l’alimentazione (cibo e bevande)

Quando parliamo di alimentazione parliamo, naturalmente, sia dei cibi che introduciamo nel nostro corpo sia dei liquidi (se addirittura più importanti).

Lo abbiamo scritto in precedenti articoli come è importante alimentarsi in modo equilibrato. L’importante è la varietà gli alimenti che ci permettono di introdurre un altrettanta varietà di sostanze chimiche di cui il nostro complesso organismo ha bisogno.

Evitare di mangiare cibi elaborati industriali o iper-processati, ridurre il più possibile l'apporto di sale.

Acqua. Bere tanta acqua sia durante i pasti che durante il corso della giornata diventa un momento fondamentale per poter aiutare il nostro organismo ad eliminare (attraverso la diuresi) le sostanze tossiche che si possono andare ad accumulare negli organi.

Evitare bevande dolci e gassate, bere moderatamente sostanze alcoliche.

Durante la terza età non abbiamo bisogno di crescere per questo sono da evitare le grandi abbuffate. L’apporto di cibo deve essere equilibrato (non troppo, non troppo poco e sempre variegato). 

Il concetto di equilibrio è veramente strategico per poter arrivare alla terza età in piena salute.

Tenere la mente allenata

Tenere la mente allenata significa continuare ad imparare, continuare a far funzionare la propria mente con esercizi e con lo studio o la lettura.

Il cervello è l’organo del corpo che produce il maggior numero di per tutto il corpo. Riuscire a mantenere il cervello in funzione ed in piena attività significa da un lato mantenere un'altra vascolarizzazione del cervello (più sangue più ossigeno) dall’altra parte questo significa aiutare il resto dell'organismo a mantenersi in forma.

Una mente allenata e lucida è in grado di fare delle scelte corrette (nella vita quotidiana) e grado di mantenere il corpo in equilibrio è in grado di predisporci in uno stato di ottimismo e pensiero positivo

Curare il giusto numero di ore di sonno

Come dicevamo anche per lo sport il corpo umano non è fatto per stare fermo. Quindi dormire sì… per disintossicare il corpo dalle tossine (e dai pensieri cattivi) ma non dormire troppo. Sono consigliate 7 massimo 8 ore sono per notte. Questo è l'ideale per una qualità della vita.

Il sonno deve essere, comodo, regolare, continuo.

Evitare le esagerazioni di qualunque tipo

Ancora questa volta dobbiamo parlare di equilibrio è importante evitare qualsiasi tipo di esagerazione: non bere alcolici in quantità; non fare sport violenti o stressanti; evitare di stare al sole troppo caldo; evitare farmaci in modo incontrollato; evitare di mangiare quantità eccessive; evitare di guardare troppa televisione tutto il giorno solo per far trascorrere il tempo.

Anche quì il concetto di equilibrio è sinonimo di salute.

Circondarsi di amici e conoscenze cordiali

Avere degli amici cordiali propositivi che si fanno coinvolgere in attività sportive o di gioco o ricreative è importante per poter trascorrere del tempo piacevole insieme.

Le amicizie sono spesso il motore delle nostre giornate l'isolamento è logorante e ci fa invecchiare più rapidamente.

Controlli medici regolari ma senza ossessione

Non bisogna essere ossessionati dalla paura delle malattie (già l’ossessione in se è una malattia). Quando si invecchia è implicito un certo decadimento. Per questo si tende a diventare ipocondriaci. Tuttavia non bisogna dimenticarsi mai di fare i controlli medici regolari.

Investire qualche soldo in controlli medici (anche con medici privati) è la migliore scelta per poter prevenire alcune delle più frequenti malattie della vecchiaia. Farsi dare la consulenza dettagliata e attenta di un medico privato (senza nulla togliere ai valorosi medici del servizio pubblico) significa avere un parere aggiuntivo su come condurre una migliore qualità della vita.

Preoccuparsi, un esempio fra tutti, delle cure odontoiatriche che pure sono alla base della salute di qualsiasi età.

Prevedere un’assicurazione o un accantonamento economico

Non ci dimentichiamo che soprattutto in vecchiaia potrà essere necessario avere da parte qualche piccolo soldo in più per potersi permettere cure mediche o il sostegno di un badante.

Prevedere fin dall'età lavorativa una piccola assicurazione un accantonamento economico è indispensabile anche se questo dovesse costare qualche sacrificio in più.

Nella vita quotidiana spendiamo tanti soldi in cose futili quando invece un accantonamento economico o il pagamento di un'assicurazione sanitaria potrebbero migliorare notevolmente il nostro futuro.

Concentrarsi sul presente dimenticando il passato

Incentrare tutta la vecchiaia e tutta la terza età solo sul ricordo del passato è il modo più “malinconico” per poter vivere il proprio presente. Bisogna imparare a dimenticare e bisogna imparare a guardare verso il futuro con positività sfruttando tutte le occasioni di vita che ci sono concesse.

Ottimismo e positività devono essere il leitmotiv della nostra quotidianità.

Vivere la vita attivamente

Ed infine Geriatriko crede che sia indispensabile (non finiremo mai di ripeterlo) che per vivere una vita pienamente è necessario essere attivi evitando di subire passivamente il susseguirsi dei giorni che passano.

Oltre i 10 utili consigli per una vita felice

Potremmo darvi altri 100 consigli…

  • Siate gioiosi, ridete anche quando certe cose della vita non sono proprio come le vorreste;
  • Fate le coccole e, se potete, fate l’amore;
  • Viaggiate;
  • Scherzate;
  • Leggete;
  • Studiate;
  • Fate volontariato;
  • Giocate…

Spesso definita solo depressione dell’età avanzata, la depressione geriatrica è drammaticamente diversa dalla depressione adolescenziale. La depressione geriatrica è più facilmente associata a cause ambientali e o fisiologiche (vascolari). La depressione adolescenziale, invece, è tipicamente causata dalla genetica, dai livelli ormonali e dalle risposte sociali e culturali apprese.

Perché questa differenza fra depressione geriatrica e adolescenziale?

Questo significa semplicemente che gli anziani di solito non sono malati, ma le situazioni in cui si trovano hanno alterato la loro biochimica, che a sua volta influenza i livelli di serotonina nel loro cervello.

Questo si manifesta spesso come bisogno di isolamento, ritiro dalla famiglia o dagli amici e altri comportamenti più impegnativi che generalmente associamo alla sfera della relazione.

Anche se i sintomi della depressione geriatrica sono spesso meno evidenti, è importante essere consapevoli che nonostante i molti dei mezzi tradizionali di trattamento questo tipo di depressione (antidepressivi, terapia comportamentali, altre terapie relazionali, ecc.), possono comunque avere gravi effetti collaterali per le persone anziane che ne sono affetti.

Quando si intraprende un trattamento farmacologico molte persone riferiscono di sentirsi come se fossero "dipendenti" dai farmaci!

Riconoscere i sintomi della depressione in età geriatrica

Anche se questo potrebbe non essere il tipo di depressione di cui soffre un nostro caro, o noi stessi sentiamo di essere depressi, dobbiamo imparare a riconoscere i sintomi per evitare di aggravare la situazione e correre ulteriori rischi. Esistono, infatti, trattamenti per curare la depressione delle persone anziane che funzionano molto bene. Se tu stesso soffri di depressione è importante diagnosticare prima possibile la causa e farsi prescrivere dal proprio medico il trattamento più adeguato.

Tuttavia i sintomi della depressione geriatrica non sono facili da individuare. Siccome la causa di questa condizione è tipica della popolazione anziana, le cause sottostanti sono spesso nascoste e mescolate a problemi più profondi e diffusi che interessano la vita quotidiana. Si tende a confondere i sintomi.

Infatti la maggior parte delle volte, la depressione nella popolazione anziana è in realtà un sintomo di qualcos'altro che accade nella loro vita. Il trucco è riconoscere la differenza e trovare modi efficaci per trattarla.

Quali sono i 9 sintomi capire se si è in preda di depressione?

La prima cosa è conoscersi bene. Se il nostro umore (o quello di uno dei nostri cari) è in fase di cambiamento dobbiamo saper leggere correttamente tutti i sintomi.

I sintomi tipici dell depressione geriatrica sono:

  • Apatia e noia
  • Inappetenza
  • Umore negativo
  • Perdita della voglia di fare
  • Desiderio di isolarsi
  • Disturbo del sonno
  • Mancanza di reattività
  • Astenia e spossatezza fisica
  • Incapacità di concentrazione

Solitamente questi sintomi di depressione si accompagnano tutti più o meno contemporaneamente.

Soluzioni per affrontare la depressione dell’età geriatrica

Prima di tutto va detto che è normale che ad un certo momento della vita il copro tenda a cambiare nella sua fisiologia quindi evitiamo di pensare che questo rappresenti per noi una malattia o un handicap. Si tratta solo di un nuovo problema da risolvere (come tutti quelli che abbiamo superato nell’età adulta).

Depresssione degli anziani | GeriatrikoIl primo modo di affrontare la depressione è evitare di rimanere isolati. La solitudine rischia di alimentare la depressione e portarci in una spirale negativa. Proprio a causa della solitudine il sono gli anziani a soffrire maggiormente di depressione. Chiedere aiuto ad amici e parenti è un primo passo verso la soluzione del problema.

Il secondo modo di affrontare questo cambiamento è parlarne con il proprio medico curante che potrà fornirci una primo trattamento farmacologico oppure potrà indirizzarci ad un professionista (psicoterapeuta, psichiatra). A seconda della gravità dello stato depressivo il medico curante ci può indirizzare verso il professionista più adeguato.

Esistono soluzioni semplici che vanno a coinvolgere la nostra quotidianità cambiando il “colore” delle nostre giornate e di conseguenza anche il nostro umore come ad esempio:

  • Seguire un corso di pittura
  • Fare ginnastica dolce
  • Premiarsi con una piccola gita o con una vacanza
  • Anche solo un tè con gli amici il pomeriggio

Esistono molte attività che non hanno un costo “economico” rilevante ma che ci vedono impegnati nel “fare qualcosa” di concreto e che evitano l’isolamento e la noia.

L'Alitosi o più comunemente alito cattivo è una problematica che si manifesta a tutte le età dai bambini agli anziani. Soffrire di alitosi non è mai piacevole e in particolare quando si è adulti e anziani perché non si è sempre consapevoli dell’odore del proprio alito.

Notare persone che tendono ad allontanarsi per l'odore sgradevole che fuoriesce dalla bocca (mentre si conversa o si respira) genera in chi ne soffre una forte sensazione di imbarazzo e disagio.

L’alitosi negli anziani può rappresentare un serio problema di insicurezza per la paura che chiunque si avvicini possa accorgersi del cattivo odore dell'alito. L'ansia di soffrire di questo sgradevole e persistente problema può, in casi estremi, portare l'anziano a isolarsi socialmente pregiudicandone la qualità della vita.

Parliamoci chiaro, l’ultima cosa di cui ha bisogno un anziano è proprio l’isolamento.

Abbiamo già parlato del problema della solitudine degli anziani in un nostro recente articolo.

L'origine dell'alitosi può essere suddiviso in due tipologie: orale (dovuta alla proliferazione di batteri) ed extraorale (dovuta ad esempio per sinusite, cattiva alimentazione, diabete o malattie neurologiche).

Quali sono le cause dell'alitosi negli anziani?

Le statistiche ci dicono che nella maggioranza dei casi (89%) la causa dell'alitosi è riconducibile a una cattiva igiene orale mentre nel restante (11%) la stessa si può attribuire a fattori extraorali.

Pe quanto riguarda la cattiva igiene orale la problematica trova la sua origine nelle ordinali patologie del cavo orale associate alla vecchiaia come ad esempio:

  • Protesi, non correttamente fissate o non correttamente pulite;
  • Carie e denti scheggiati;
  • Gengiviti;
  • Piorrea;
  • Otturazioni usurate o danneggiate.

Stessa cosa vale per l’eccesso di alcool o bere molti caffè possono essere causa di alito pesante. In questo caso basta variare la dieta riducendo la loro assunzione per un rapido miglioramento del problema.

La scarsa o cattiva igiene orale resta comunque in età senile l'origine più comune dell'alito cattivo perchè consente un accumulo di pezzetti di cibo tra i denti o protesi favorendo la proliferazione dei batteri.

Altre cause dell’alitosi negli anziani

Inoltre altre cause non connesse all’igiene orale ma sempre legate alla salute della bocca sono:

  • Disidratazione, con l'avanzare dell'età si alterano i meccanismi che regolano la fame e la sete quindi idratazione insufficiente, una minore produzione salivare che porta alla secchezza della bocca;
  • Terapie specifiche che comportano l'assunzione di diversi farmaci giornalmente;
  • Perdita di mobilità negli arti superiori.

Le cause extraorali sono rappresentate dalle malattie sistemiche come ad esempio:

  • Sinusite
  • Gastrite
  • Diabete mellito,
  • Insufficienza renale
  • Malattie neurologiche

Inoltre anche alimentarsi con cibi come cipolla, aglio, yogurt, prodotti con alto contenuto di zucchero possono alterare la salute della bocca.

Cosa non fare quando un anziano soffre di alitosi?

Prima ancora di capir cosa fare quando un anziano soffre di alitosi è sapere cosa NON fare.

  • Evitare l’autodiagnosi tentando di capire l’origine del problema senza avere le competenze mediche. Capire i motivi dell’alitosi può non essere del tutto semplice. Esistono i professionisti che possono occuparsi di questo problema.
  • Assolutamente evitare l’automedicazione improvvisando l’uso di collutori troppo forti che potrebbe danneggiare le già fragili mucose della bocca.
  • Chiedere un consulto medico ad un professionista della bocca ma anche al proprio medico generalista.
  • Non dare all’anziano caramelle zuccherate e mentolate nella speranza che questo possa migliorare l’alitosi. Se l’anziano non soffre ancora di diabete è facile che troppe caramelle possano scatenargli la malattia.
    • Nel migliore dei casi si possono usare caramelle balsamiche purché non eccessivamente zuccherate.
  • Evitare le gomme da masticare non solo per il loro contenuto di zuccheri ma perché la masticazione continuata provoca la reazione (pavloviana) alla produzione dei succhi gastrici. Un riflesso condizionato dalla masticazione come se si dovesse digerire un alimento (che di fatto non arriverà).

Soluzioni al problema dell’alitosi negli anziani

Prima di tutto, non finiremo mai di dirlo, bere… bere… bere. Si dovrebbe bere fino a due litri di acqua al giorno. Questo migliora la salute generale di tutto l’organismo e permette anche di avere un buona salivazione orale con conseguente miglioramento dell’alito.

Adottare una alimentazione sana con una prevalenza di verdure, yogurt e latte acidulato permettono una migliore digestione migliorando di conseguenza anche l’alito della bocca.

Ricordarsi di migliorare l’igiene orale con lavaggi frequenti e comunque sempre dopo ogni pasto. I batteri della bocca sono spesso all’origine del cattivo odore per questo vanno eliminati.

Farsi dare una consulenza medica da uno specialista quando non si riesce a rimediare all’alitosi anche quando si ha una gestione ottimale della dieta e dell’igiene orale.

Probabilmente conosci le basi della nutrizione e ti alimenti correttamente ogni giorno. Con l'avanzare dell'età diventa più importante che mai sviluppare un piano preciso per mantenere una dieta sana.

Una dieta più sana è una buona abitudine da tenere tutta la vita e con l'avanzare dell'età può diventare ancora più importante. È fondamentale per tutti seguire una dieta buona ed equilibrata, ma soprattutto per le persone anziane che necessitano di cure domiciliari o le cui esigenze alimentari cambiano con l'età.

A maggior ragione è importante che le persone con disabilità (e con scarsa autonomia) mantengano una dieta sana, che si integri correttamente anche l'uso dei farmaci.

Per assicurarsi di mangiare una quantità sufficiente dei cibi ed una varietà corretta, prova a seguire i consigli nutrizionali e dietetici descritti di seguito per rimanere in salute.

Se non hai la pazienza e la capacità di organizzare una dieta corretta tieni presente l’opzione di rivolgerti ad una casa di riposo che include anche la pianificazione dei pasti. Questo risolve due importanti incombenze della vita quotidiana: fare la spesa secondo le necessità della dieta (trovare i prodotti giusti); la preparazione dei pasti. Quando cerchi una casa di riposo valuta sempre se nella struttura è disponibile la “dieta personalizzata” o la consulenza di un “biologo nutrizionista”.

L’importanza di educarsi fin da giovani

È vero che ciò che dovresti mangiare e le sfide che devi affrontare per trovare una dieta equilibrata variano a seconda dell'età, ma le linee guida di base dovrebbero essere seguite in quasi tutte le fasi della vita. Diventa difficile cambiare dieta quando si è anziani per questo è importante arrivare alla terza età sapendo gestire correttamente la propria alimentazione. Questo può garantirci una vita longeva ed in buona salute.

Predisporre un piano alimentare sano

Dobbiamo dire prima di tutto che per predisporre un piano alimentare sano e adatto alla vecchiaia è sempre meglio chiedere la consulenza di un biologo nutrizionista o di un dietologo.

La complessità dell’organismo di un anziano ed il rischio di malnutrizione è più alto che negli adulti. Le esigenze energetiche e minerali di un anziano, infatti, sono molto diverse da quelle di un adulto sano. Ad esempio gli anziani perdono la capacità di assorbire alcuni minerali come il potassio e il magnesio.

Un altro esempio per comprendere gli importanti squilibri fisiologici ai quali va incontro un anziano riguarda l’impatto del calore estivo sulla vita dell’anziano. Durante l’estate, con la sudorazione e la minzione l’anziano può perdere molto potassio e magnesio. Ad aggravare la situazione c’è l’incapacità di assorbire adeguate quantità di queste sostanze dai cibi. Per questo motivo l’alimentazione di un anziano deve essere calibrata sulle sue nuove esigenze del suo organismo.

Si deve tenere il fabbisogno di sostanze nel rispetto di patologie preesistenti (diabete, rendi indeboliti, irritabilità dell’apparato intestinale, salute dello stomaco).

Quali cibi scegliere per una alimentazione sana ed equilibrata?

Seguendo le indicazioni dell’Università la Sapienza di Roma e della Federazione Nazionale Medici di Famiglia vi riproponiamo un modello per una alimentazione corretta.

Alla base di un buono stato di salute prima di tutto bisogna porre estrema attenzione all’assunzione di acqua che può (anzi dovrebbe) arrivare a 1,5 litri al giorno. L’impegno nell’assunzione di acqua deve venire sia da parte dell’anziano stesso che da parte dei cargiver (le persone che si prendono cura dell’anziano). Monitorare l’assunzione di acqua diventa indispensabile.

Il pasto principale può essere costituito da pane, pasta riso, farro, orzo. Alimenti, questi che possono essere assunti sia a pranzo che a cena anche 4-5 volte al giorno.
Quest’ultima è di fatto una considerazione importante. L’anziano non dovrebbe mai fare pasti troppo abbondanti ma fare più pasti di piccole quantità.

Parallelamente agli alimenti come il pane, la pasta ed i celerali si deve dare ugualmente importanza al frutta e verdura che vanno ad integrare l’assunzione di acqua e sostanze minerali.

In ultimo vanno assunte con continuità le proteine provenienti dalla carne, dal pesce, dalle uova e dai formaggi freschi.

L’alternativa alle proteine della carne, lo abbiamo detto, sono i legumi come fagioli, lenticchie, piselli e ceci.

Di questi alimenti citati sopra è indispensabile riuscire a fare un mix equilibrato. Una dieta equilibrata, infatti, con un mix di frutta, verdura, cereali integrali e legumi aiuta gli anziani a sentirsi più vitali e in definitiva più sani.

Una buona idea è anche quella di bere il latte che contiene proteine, calcio e… (non finiremo mai di dirlo) acqua che è così importante. Il calcio, in particolare, va a integrare quello che per normale gli anziani perdono con l’osteoporosi per il normale decadimento fisiologico.

Alimentazione sana a base di insalate

Bene introdurre nella dieta di un anziano una integrazione di proteine derivanti dalle noci e dai semi. Questi, per altro, si posso aggiungere anche alle insalate. Le diete a base di insalate, infatti, pur essendo molto sane tendono ad essere povere di proteine e potassio ​​per questo è utile integrarle con noci e addirittura con legumi.

La dieta degli anziani dovrebbe contenere buoni livelli di potassio per mantenere una pressione sanguigna sana, una frequenza cardiaca adeguata e un livello di zucchero nel sangue sano.

Alimenti da controllare o ridurre nell’alimentazione di un anziano

Sale da cucina (NaCl): quando si preparano i pasti per gli anziani si può rinunciare a fare uso del sale da cucina infatti gli alimenti (specie le verdure) contengono sufficiente sodio per soddisfare il fabbisogno quotidiano dell’anziano.

Zuccheri semplici: specie nei diabetici presenti come zucchero raffinato o nelle marmellate, nelle caramelle o nel miele.

Olio, oliva e margarina: in moderate quantità va da preferirsi l’olio d’oliva che può essere introdotto nei pasti principali.

Problemi connessi all’alimentazione corretta negli anziani

Le principali problematiche che possono andare ad incidere sulla nutrizione degli anziani sono:

  • patologie (diabete mellito, ipoglicemia, ipertensione arteriosa, insufficienza renale cronica, deterioramento cognitivo, Morbo di Parkinson).
  • difficoltà nella masticazione;
  • difficoltà nella deglutizione (disfagia);
  • non autosufficienza (essere imboccati in una posizione semi allungata);
  • alterazioni sensoriali (riduzione del gusto e dell’olfatto);
  • alterazioni gastroenteriche (stipsi, diarrea);
  • riduzione tono dell’umore.

Abbiamo già affrontato il problema della masticazione quando abbiamo parlato delle cure dentali per anziani spiegando l'importanza di una bocca sana. È chiaro in tal senso che una buona masticazione, e una buona salivazione (bere più acqua) significa di conseguenza una migliore digestione.
Quindi comprendiamo bene come mantenere una buona salute dentale e una corretta idratazione sono un prerequisito per una digestione corretta.

Per quanto riguarda invece le patologie (come il diabete, l’insufficienza renale, ecc…) l’anziano debba essere adeguatamente seguito da un medico dietologo. Stipsi, diarrea, diabete ed ipertensione arteriosa vanno adeguatamente controllati anche quotidianamente.

Lo staff di Geriatriko da tempo si è interessato all’ Odontoiatria speciale per pazienti con la malattia di Alzheimer cure odontoiatriche le prime cure ad essere più trascurate.

Un colloquio con il professor Livio Gallottini ci ha chiarito come l’odontoiatria moderna abbia ormai fatto passi da gigante. Da un lato il supporto arriva dell’evoluzione tecnologia, dall’altro dall’adozione di procedure ben corroborate. Si veda ad esempio come l’odontoiatria minimamente invasiva e computer guidata consentano di operare con il minimo dolore e tempi rapidi pazienti che altrimenti avrebbero dovuto sottoporsi a lunghi percorsi terapeutici.

Inoltre il prof. Gallottini presso il proprio ambulatorio odontoiatrico ha sentito la necessità di ideare un suo esclusivo metodo diagnostico e terapeutico: il protocollo LG3®.  Questa innovativa procedura odontoiatrica gli consente di curare i propri pazienti in sole 3 sedute con il massimo del risultato predicibile. Il protocollo LG3® viene normalmente applicato a pazienti con bisogni speciali che altrimenti non potrebbero essere curati presso un normale studio odontoiatrico.

Come curare i denti agli anziani con la malattia di Alzheimer

Il paziente anziano con il morbo di Alzheimer, ci spiega il Prof. Gallottini, è un soggetto poco collaborativo al quale può essere difficile se non impossibile fornire cure dentali con un normale percorso ambulatoriale. I pazienti con Alzheimer, la demenza senile più diffusa fra gli anziani (in Europa si stima che circa il 6% della popolazione anziana compresa fra i 65 e gli 85 anni sia affetta da Alzheimer) non si curano a sufficienza della propria salute dentale. Maggiore sensibilità al dolore, impazienza, disorientamento e non comprendere a fondo le ragioni che presiedono alle cure dentali allontanano i pazienti con Alzheimer dagli studi odontoiatrici.

Sappiamo che a causa della perdita di memoria, dello stato confusionale associato alla demenza, le persone anziane che soffrono di Alzheimer tendono a trascurare la loro igiene dentale. Di fronte alle difficoltà che questa malattia porta con sé anche le famiglie, non preparate prendersi adeguatamente a questa responsabilità, tendono a mettere in secondo piano l’igiene orale dei propri cari anziani.

Tanti motivi per cui curare i denti ad un paziente Alzhheimer

Infezioni, carie, parodontiti vanno a rovinare come conseguenza lo stato di salute complessivo dell’anziano.

Masticare male quando si hanno pochi denti e rovinati può provocare problemi nella deglutizione ed una digestione lunga e difficoltosa.

Indossare una protesi mobile (la classica dentiera che si stacca) può essere fonte di numerosi problemi nella quotidianità di un paziente Alzheimer.

QUOTE Per tutti questi motivi è importante pensare ad una soluzione di più lunga durata.

La soluzione è nelle protesi fisse a carico immediato

Il professor Gallottini da anni ha indirizzato le sue procedure operatorie verso una chiara risposta alle esigenze di coloro che, pur avendo altre patologie, vogliono prendersi cure dei denti o vogliono aiutare i propri cari anziani a riavere una salute dentale più adeguata.

Il protocollo LG3® risponde anche a queste esigenze. In sole 3 sedute questo innovativo protocollo odontoiatrico consente di fornire tutte le cure necessarie fino ad eventuale applicazione di protesi dentali. In alcuni casi, là dove l’osso lo consenta è anche possibile arrivare ad applicare protesi a carico immediato e tornare immediatamente alla vita di tutti i giorni.

Potresti essere interessato ad approfondire l'argomento ti consigliamo di leggere l’articolo “Dentista per malati di Alzheimer”.

Chirurgia dentale minimamente invasiva e computer guidata

Dentista per pazienti con AlzheimerA facilitare il percorso terapeutico, ce lo ha spiegato il prof. Gallottini, è la possibilità di avvalersi della tecnologia avanzata con la quale è possibile progettare gli impianti dentali ancora prima dell’intervento stesso potendo avere un’anteprima del risultato finale.

L’uso di uno scanner intra-orale, capace di prendere l’impronta del cavo orale in modo perfetto, l’uso di una TAC Cone Beam 3D permette di procedere ad una diagnostica tridimensionale delle ossa del cranio. Quest’ultima è una tecnologia che pur avendo basse emissioni di raggi X permette di progettare in anticipo e tridimensionalmente la corretta posizione degli impianti dentali.

Questa metodologia minimamente invasiva, come principale vantaggio, evita tagli e suture dalle quali potrebbero insorgere potenziali infezioni post-operatorie. Beneficio che va a favore proprio della persona anziana che già normalmente è fragile dal punto di vista immunitario.

Soluzioni per una migliore qualità della vita dell’anziano

Dobbiamo concludere, quindi, come l’odontoiatria moderna sia diventata così efficace e precisa tanto da poter restituire il sorriso anche ad un anziano. Restituire la qualità della vita e la salute orale ad un anziano con la malattia di Alzheimer è un traguardo che fino ad ora era impensabile.

Per avere maggiori informazioni comprendere meglio il modo di lavorare del prof. Livio Gallottini guarda i collegamenti più importanti del suo sito web qui: Prof. Livio Gallottini su LinkTree

Vuoi fare un regalo speciale ai nonni o ad una persona anziana che ti è vicina? Pensare ad un regalo “utile” è la cosa più sbagliata che potresti fare.

Quando nel corso della vita si è sperimentato “molto” e quando la vita ci ha già dato tanto certi regali materiali possono passare del tutto inosservati. Sono regali che non incidono più di tanto e non colpiscono la persona anziana.

Quando si diventa anziani e dopo una certa età non si ha più bisogno di beni materiali.  Va da sé che a questo discorso fanno eccezioni quegli anziani che versano in condizioni di indigenza per cui andrebbe fatto un discorso a parte.

Regali per anziani che emozionano

Siamo certi che tutti i regali sono fatti con il cuore ma quando si diventa anziani un regalo dovrebbe essere evocativo ovvero dovrebbe richiamare alla mente ricordi. Un regalo deve andare a colpire la sfera emotiva. Non è molto difficile… ma richiede un lavoro di “conoscenza” del carattere di quella persona.

Il regalo che colpisce deve riportare alla mente alla mente emozioni passate, valori e il senso di appartenenza alla proprio nucleo familiare oppure al proprio gruppo di amicizie.

Per questo motivo, quando facciamo un regalo agli anziani, è indispensabile che il regalo non sia unicamente materiale ma che sia pieno di significati.

Spesso sono proprio i nipoti che, meglio di chiunque altro, sono capaci di fare i regali più graditi ai nonni o ai loro zii anziani.

Generalmente i bambini e gli adolescenti più di chiunque altro sono capaci di fare regali simbolici che ricordano un legame passato e promettono un legame futuro.

Quali possono essere i regali che un nipote o un giovane può fare ad un anziano?

  1. Un oggetto sulla quale è impressa l’impronta di una mano

Un banale foglio sulla quale è impressa l’impronta di una mano. Una maglietta, uno straccio per la cucina, un quadretto dipinto a tempera. A completare questo semplice oggetto si può scrivere una frase d’affetto e riconoscimento.

I nonni gradiscono molto questo genere di pensiero.

  1. Un disegno fatto da un bambino e una calamita

I disegni fatti dai bambini piccoli sono apprezzatissimi dagli anziani ma ricordiamoci sempre di includere nel regalo una calamita perché appendere il disegno sul frigorifero permetterà al nostro caro anziani di guardare ogni giorno quel dolce ricordo.

Non è una cosa stupida. Nelle piccole cose della quotidianità si svolge l’intera giornata di una persona anziana.

  1. Una raccolta di fotografie dei momenti speciali trascorsi insieme

Preparare una selezione di fotografie oggi non dovrebbe essere troppo difficile. Con l’avvento dell’era degli smartphone è facilissimo recuperare tutte le foto migliori dei momenti passati. Oggi su internet è facile trovare dei siti sui quali costruire il proprio album dei ricordi da stampare. Spesso questi album possono essere confezionati in formato di libri rilegati.

Speso è anche possibile personalizzare la propria raccolta di fotografie con le frasi più belle che ci legano agli anziani e ai nonni.

  1. Una tazza con una frase e una foto speciale

Anche per quanto riguarda la tazza, il classico mug del the pomeridiano, è possibile far stampare foto e frasi ad effetto che possano ricordare il nostro rapporto speciale con i nonni. Il costo normalmente è molto basso e solitamente risulta essere un regalo molto gradito.

  1. La lettera dei ricordi

La lettera dei ricordi è qualcosa di davvero impegnativo. Per chi non ha molta voglia di scrivere è difficile mettere giù i tanti ricordi che ci legano ai nonni. Non è facile trovare le parole giuste. Però possiamo rendere le cose semplici scrivendo semplicemente l’elenco delle tante cose fatte insieme.

  1. Una pianta facile da coltivare e una promessa

Regalare una pianta è un gesto semplice ma per rendere speciale il regalo bisogna aggiungere una lettera con un richiesta speciale: - non farla appassire mai! Questa promessa deve diventare un impegno per la persona anziana che dovrà occuparsene come se fosse una persona vera.

  1. Un cuscino per il “nonno o la nonna più bravi del mondo”

Nella stessa logica della tazza da the è possibile far stampare un cuscino con una fotografia personale e una frase a ad effetto (es. Stringimi Forte). Nella vita degli anziani i cuscini sono all’ordine del giorno. Sarà certamente un regalo che rimarrà utile nella vita quotidiana.

  1. La scatola magica della settimana o del mese

Questo è un regalo ripetibile ogni settimana o ogni mese. Rimediate una scatola e dentro inserite 7 messaggi all’interno di singoli foglietti. Ogni foglietto per ciascun giorno della settimana. È possibile aprire un solo foglietto al giorno. L’appuntamento quotidiano per l’apertura del foglietto deve accompagnare il nonno o la nonna. Può essere divertente inserire barzellette, ricette o compiti da eseguire. Chiaramente è indispensabile anche frasi d’affetto e ricordi memorabili.

  1. La targa speciale ai nonni più belli del mondo

Un regalo un po’ deja-vu ma che fa sempre tanto piacere. Un riconoscimento che fa sempre tanto piacere ai nonni.

  1. Una vacanza tutti insieme in famiglia

Quando c’è la complicità di tutta la famiglia credo che il regalo più bello che possa arrivare ai nonni è una vacanza tutti insieme. Può sembrare stancante, sia ai nonni che agli altri componenti della famiglia, ma è il più bel ricordo che da una spinta emotiva e motivazionale agli anziani.

Ricordiamoci in fine che ogni regalo deve essere pensato per scacciare la solitudine. Sapere di non essere soli è indispensabile. La solitudine è l'emozione più spiacevole nella vita quotidiana degli anziani. La solitudine è più insidiosa dei reumatismi o delle ossa doloranti. La solitudine colora di grigio molte delle giornate di un anziano.

L’undicesimo regalo non ha prezzo ed è sempre il più apprezzato dai nonni: … ricordiamoci di fare una telefonata in più. Una telefonata impegna poco tempo e non richiede dispendio di soldi.

La bocca è il punto di maggior vulnerabilità di tutto il copro umano in quanto punto di accesso del cibo e di gran parte delle infezioni. Non a caso durante la pandemia da Coronavirus abbiamo imparato ad indossare la mascherina. La cura della bocca, dei denti e delle sue mucose è fondamentale a tutte le età.
Il pericolo delle infezioni alla bocca

Igiene ora è sinonimo di miglioramento della qualità di vita

Normalmente la bocca di un individuo giovane e sano è in grado di creare una barriera difensiva molto efficace. La saliva, che a noi sembra un liquido del tutto innocuo, contiene, in realtà una potente sostanza che si chiama lisozima la cui azione protettiva è assai efficace contro i microorganismo introdotti con il cibo.

Con l’invecchiamento la bocca diventa più arida e la saliva più scarsa. Per questo l’effetto protettivo va diminuendo con l’invecchiamento.

Per altro, come abbiamo anticipato, la bocca può essere il primo accesso delle infezioni ma non solo… il cibo che si deposita sui denti, negli spazi interdentali, sulle mucose o sulla lingua se non viene rimosso favorisce la proliferazione dei batteri.

La placca, così dura da rimuovere, ma allo stesso tempo porosa può essere il terreno ideale per i batteri. Le gengive si arrossano a causa dell’infiammazione fino a lesionarsi. Le lesioni possono essere una via di accesso ai microorganismo che poi entrano in circolo peggiorando complessivamente la qualità della vita.

Nell’idea di avere una vita longeva è indispensabile avere la migliore igiene orale. Quando una persona anziana perde l’autonomia è importante prendersene curo.

Con una bocca più sana i denti rimangono vitali a lungo, si mangia meglio, si riesce ad assaporare meglio il gusto dei cibi, avendo masticato correttamente, in fine, si digerisce meglio.

Con una bocca sana si parla meglio e le relazioni migliorano. Se la dentatura è sana si mantiene anche un alto livello di autostima.

Per tutti questi motivi quando si diventa anziani o ci si prende cura di un genitore o di un nostro caro anziano ormai non più autonomo è fondamentale non dimenticarsi dell’igiene orale.

Come si puliscono i denti ad una persona anziana

 Prima di tutto dobbiamo dire che per pulire i denti ad una persona anziana ci vogliono delle doti di grande umanità: ci vuole tatto, attenzione, dolcezza e cura.

Quando si puliscono i denti ad un anziano è meglio indossare dei guanti protettivi in nitrile o lattice per proteggere l’anziano da potenziale contatto con microorganismi pericolosi presenti sulle mani.

Procurarsi uno spazzolino con setole morbide, meglio ancora se si tratta di uno spazzolino ecologico con il manico in bambù (per aiutare l’ambiente). In alcuni casi per facilitare la pulizia è possibile ricorrere a spazzolini elettrici (purché questo non dia fastidio o alla persona anziana).

Le mucose della bocca degli anziani sono delicate per questo vanno evitati dentifrici abrasivi e collutori alcolici o eccessivamente irritanti.

La Società Svizzera di Odontoiatria consiglia di procedere alla pulizia dei denti posizionandosi al fianco della persona anziana (che sia seduta o coricata) facendo appoggiare la testa sul proprio petto. Con una mano si tiene ferma la mandibola e con l’altra si puliscono i denti.

Ricordiamo che per pulire i denti il movimento deve procedere dalla radice verso la parte distale (terminale) del dente in modo da portare via i residui di cibo. In questo modo si evita che il cibo finisca sotto il lembo della gengiva e rimanga chiuso negli spazi interdentali.

La seduta di pulizia dentale dovrebbe durare dai due ai tre minuti sempre compatibilmente alla sopportazione dell’anziano. Spesso alcuni anziani non sono affatto collaborativi. È per questo motivo che, con gli anziani irrequieti e poco collaborativi si può ricorrere a singole sedute di cura dentale in sedazione cosciente o in anestesia generale.

Abbiamo fatto un accenno quando abbiamo parlato del prof. Livio Gallottini nell'articolo: "Cure dentali per pazienti anziani: l’odontoiatria geriatrica"

L’igiene orale a domicilio è un servizio possibile

Gli anziani non autosufficienti che hanno anche difficoltà ad alzarsi dal letto rischiano di non prendersi adeguatamente cura dei propri denti. Inoltre l’impossibilità di recarsi presso uno studio dentistico va ad aggravare la situazione di trascuratezza. Mai rassegnarsi… oggi molti sentisti ed ambulatori odontoiatrici offrono la possibilità di avere servizi di base per prendersi cura della propria igiene orale.

Normalmente è la figura professionale dell’igienista dentale ad occuparsi della pulizia dei denti. Il servizio di igiene dentale a domicilio può essere risolutivo per eliminare la placca dentale accumulata sui denti da troppo tempo.

pulizia protesi dentali

Pulizia delle protesi dentali

Protesi dentale fissa

I denti di una protesi fissa vanno puliti esattamente come i denti naturali. Anche se i denti di una protesi sono fini non è per questo motivo che non devono essere puliti. L’igiene orale è fondamentale anche per la salute delle mucose della bocca. Quando possibile è consigliabile pulire con dolcezza la protesi con il filo interdentale.

Protesi dentale mobile

Per la pulizia della protesi mobile è più semplice proprio perché è rimovibile. Per la pulizia è possibile utilizzare uno spazzolino oppure utilizzare detergenti specifici (come la nota compressa effervescente) o con il bicarbonato.

In alcuni casi anche il dentista può procedere alla pulizia della protesi con apposita attrezzatura a ultrasuoni.

Consigli utili per mantenere sana la bocca

In fine vogliamo dare qualche consiglio per mantenere sana la bocca di un anziano.

  • Evitare cibi dolci

Gli zuccheri sono sostanze nemiche dello smalto dei denti. Evitare dolci, caramelle e succhi di frutta troppo carichi di sostanze zuccherine. Inoltre sappiamo bene che i cibi troppo dolci non sono l’ideale per l’alimentazione degli anziani.

  • Bere molto

Prima di tutto va detto che bere acqua pulisce la bocca. Ma non è questo lo scopo principale. Abbiamo parlato di saliva e del suo potere protettivo. Bere molto ha un effetto indiretto sulla salute della bocca. Chi è bene idratato produce naturalmente più saliva.

  • Masticare e mordere

Il potere massaggiante della masticazione è indispensabile per tenere in vita le radici dei denti. Ne giova la salute di tutto il dente. Naturalmente aiuta la digestione e stimola la salivazione che come abbiamo detto è anche protettiva.

  • Andare dal dentista

Fare controlli periodici dal dentista è fondamentale. La salute della bocca è centrale ma è anche la prima cosa che si trascura quando sia hanno preoccupazioni e difficoltà economiche.

Quando non si ha l’autonomia necessaria è facile perdere l’abitudine di andare dal dentista. Quando non si può andare dal dentista ricordiamoci che in casi estremi il dentista può venire da noi.

Per garantirsi una vecchiaia serena dobbiamo pensare al nostro corpo e alla nostra mente come ad una bilancia che va tenuta sempre in equilibrio. Non è sufficiente allenare o solo il corpo o solo la mente. L’antica espressione latina “mens sana in corpore sano” è stata largamente fraintesa. Non solo esercizi per il corpo. I romani erano consapevoli che andava mantenuta la salute mentale tanto quanto la salute del proprio fisico. Possiamo dirlo: una visione olistica che sorprende ancora oggi.

È necessario prestare attenzione alla salute mentale, all’equilibrio delle emozioni ed al benessere del corpo. Per questo motivo crediamo che anche nella vita dell’anziano sia necessario dedicare uguale tempo alla ginnastica del corpo come agli esercizi della mente. Solo in questo modo è possibile migliorare la propria salute generale e mantenersi longevi. D’altra parte rimanere giovani e in forma per lungo tempo è la speranza per di chiunque. Soprattutto quando hai avuto una vita lavorativa stressante e impegnata e si desidera investire al meglio i propri anni della pensione.

Vediamo come organizzare la propria settimana con un mix di attività fisiche e mentali da far rientrare nella routine quotidiana. Allenare la mente anche solo per pochi minuti ogni giorno può avere un impatto enorme. Abbiamo raccolto alcuni esercizi che possono aiutarti ad allenare la tua mente ed il corpo integrandole facilmente nella routine quotidiana:

  • Allenare il corpo e mantenersi attivi durante la terza età
  • Più esercizio fisico è sinonimo di migliore salute mentale
    • Un’idea economica per esercitare il proprio fisico
  • Più esercizio mentale per un maggiore benessere fisico
    • Allenarsi con un mix di esercizi che tengono attiva e vigile la mente
  • Organizzare la propria settimana all’insegna dell’equilibrio mente-corpo

Allenare il corpo e mantenersi attivi durante la terza età

Quasi tutti concorderanno sul fatto che il 2020 si è rivelato un anno snervante sotto tanti profili: salute, politica, denaro, famiglia, opportunità di carriera, sicurezza personale, ecc. I sondaggi riportano che le persone in tutto il mondo hanno iniziato a soffrire di problemi di stomaco a causa di quasi tutti questi aspetti della vita quotidiana.

Uno strumento che si può utilizzare per proteggere perfino la salute mentale è l'esercizio fisico. Sappiamo da anni che l'esercizio ha un effetto di miglioramento dell'umore e diversi studi pubblicati di recente dimostrano che può ridurre la depressione e l'ansia, promuovendo al contempo la salute mentale in generale.

Più esercizio fisico è sinonimo di migliore salute mentale

Uno studio pre-coronavirus pubblicato nel 2018 si proponeva di quantificare l'impatto della formazione regolare sulla salute mentale. I ricercatori americani (che sono sempre all’avanguardia nella ricerca) hanno analizzato i dati di oltre 1,2 milioni di cittadini e hanno scoperto che i partecipanti che si esercitavano regolarmente avevano una salute mentale significativamente superiore rispetto a quelli che non erano particolarmente attivi.  Quasi tutti i tipi di esercizio erano associati a una migliore salute mentale. Gli sport di squadra e gli esercizi di consapevolezza, come lo yoga e il tai-chi, hanno avuto il maggiore effetto positivo. Ovviamente, nell'era del distanziamento sociale, gli sport di gruppo sono notevolmente limitati. Le alternative più valide sono state: il ciclismo, l'esercizio aerobico e l'allenamento con i pesi. Tutti questi spor sono associati a una riduzione del 20% della cattiva salute mentale.

Affinché l’esercizio fisico abbia un effetto positivo (sia sul corpo che sulla mente) si dimostra scienificamente che è sempre meglio esegue attività fisica più volte a settimana per un tempo non molto lungo. Sono sufficienti 3-4 giorni per un tempo non superiore ai 45 minuti. Le ricerche hanno messo in evidenza come attività fisica più intensa e prolungata possono addirittura avere effetti negativi sul corpo.

Sarebbe già sufficiente dedicare due giorni a settimana un paio d’ore d’attività e di esercizio fisico.

  • Ginnastica dolce
  • Tai-chi o Yoga
  • Camminata lenta
  • Balli di gruppo
  • Escursionismo
  • Sport in acqua
  • Nordic walking

Si possono anche distribuire attività sportive diverse anche nel corso della settimana. Un esempio potrebbe essere: ginnastica dolce, camminata lenta, sport in piscina o passeggiate escursionistiche.

Tre attività settimanali sono più che sufficienti per mantenere un ottimo livello di salute.

Quando si hanno dei dolori alle anche o alla schiena è possibile alternare l’attività sportiva con attività fisica correttiva come la ginnastica posturale. Molte palestre sono già ampiamente attrezzate per ricevere gli anziani a corsi di correzione posturale.

Un’idea economica per esercitare il proprio fisico

Quando non si hanno le risorse economiche per iscriversi in una palestra o in una piscina esiste una soluzione economica per mantenere comunque il corpo in movimento. In qualche modo possiamo fare attività fisica anche stando in casa.

Esistono, infatti, delle biciclette adatte agli anziani che (in modo simile alle cyclette) permettono di esercitare gambe e braccia al movimento. Questi attrezzi sportivi, non molto ingombranti, hanno due paia di pedali di cui uno per i piedi ed uno per le mani. Esercitare braccia e gambe premette di far circolare il sangue e tenere in moto il circolo linfatico.

Più esercizio mentale per un maggiore benessere fisico

Se da un lato abbiamo detto che più attività fisica migliora il benessere mentale dall’altra sappiamo bene che il cervello, se adeguatamente stimolato, genera un effetto positivo sul corpo.

Il cervello infatti ha la capacità di generare una infinità di ormoni che, una colta prodotti, si riversano in tutto il corpo. Quando si prova piacere nell’attività mentale questo benessere si ripercuote in tutto l’organismo.

Per recuperare un adeguato equilibrio fra mente e fisico è importante alternare attività per la mente e attività per il corpo. La cosa peggiore è pensare che con la terza età è sufficiente trascorrere il tempo davanti alla televisione o seduti su una panchina al parco.

Allenarsi con un mix di esercizi che tengono attiva e vigile la mente

Mantenere una vita sociale è il primo importante passo per mantenere il nostro cervello attivo. Gli stimoli che ci provengono dagli altri impongo al cervello di riflettere, pensare e formulare nuove e continue risposte. I giochi di società in questo sono l’ideale per mantenere le nostre capacità di relazione dinamica con il prossimo.

Avendo meno pregiudizi verso i giovani si può trovare grande stimolo per mantenere la nostra mente sempre giovane e attiva.

Allenare la memoria con giochi per il cervello (tipo Memory) giocare con i nipotini piccoli può essere la migliore ginnastica mentale. Fa bene ai piccoli e fa bene agli anziani.

Dedicarsi ad un hobby che impone l’uso della manualità ma anche del pensiero (modellismo, costruzioni, puzzle). Sono tutti ottimi modi per trascorrere il tempo e per mantenere viva la nostra mente e la nostra manualità. I "passatempo” non sono solo un modo di divertirsi ma servono a stimolare alcune capacità del cervello come: concentrazione, coordinazione motoria delle mani, sviluppo di capacità creative.

Leggere: mai smettere di leggere libri, riviste e giornali anche quando ci sembra di aver letto tutto. Ad esempio: può essere sfidante per la mente leggere libri di generi letterari che non abbiamo mai osato leggere. Se eravamo abituati a leggere fantasy possiamo provare a leggere romanzi storici, se ci piace la manualistica possiamo anche provare a leggere divulgazione scientifica.

Dedicarsi una volta a settimana ai cruciverba, non a caso il settimanale più famoso è la “settimana enigmistica”. Un validissimo strumento per tenere viva la mente, la capacità di ragionare ed attivare la memoria.

Intraprendere un corso di informatica tentando di apprendere un nuovo linguaggio di segni o di simboli per stimolare la propria mente a “decodificare” il loro significato. L’informatica, a tutti i livelli, può essere stimolante e perfino impegnativa.  Di questo ne abbiamo parlato parlando nel nostro articolo sull’importanza di seguire un corso di informatica durante la terza età.

Organizzare la propria settimana all’insegna dell’equilibrio mente-corpo

Mai lasciare che le settimane trascorrano un po’ casualmente, magari nell’attesa di una visita di amici, figli o nipoti. Su questo fronte è importante rendersi indipendenti costruendosi una propria agenda. D’altra parte creare una routine settimanale, per una persona anziana, non è poi così difficile. Sul calendario o sulla propria agenda è importante stabilire degli appuntamenti ben precisi sapendo che in certi giorni si svolgeranno certe attività piuttosto che altre.

L’ideale sarebbe alternare giorni in cui svolgere attività sportive e giorni in cui svolgere attività intellettuali e mentali. L’importante è mantenere la costanza e l’equilibrio fra le attività. Abbiamo approfondito la questione dell'equilibrio quando abbiamo considerato le 10 abitudini per invecchiare in buona salute. L'equilibrio è davvero centrale!

Peccato che in Italia non sia affatto diffusa la figura professionale del “coach anziani” capace di stimolare ed il livello motivazionale ed accertarsi che l’anziano svolga quotidianamente le proprie attività.

Entrare in una casa di cura può essere un’esperienza scoraggiante, sia per gli anziani che vi devono andare a vivere, sia per il resto della famiglia. Scegliere una casa di riposo non è una cosa che si può lasciare al caso.

È importante fare la scelta giusta e trovare un posto che possa soddisfare tutte le esigenze di alloggio, vita quotidiana e sevizi socio sanitari.

Geriatriko fornisce una gran numero di informazioni per la scelta della casa di riposo. La prima scelta è quella della località presso la quale andare a vivere. Vicino alla famiglia è meglio, per questo abbiamo incentrato la ricerca delle case di riposo per area geografica dividendo il territorio italiano secondo le sue regioni.

7 i suggerimenti utili per scegliere una casa di riposo

1. Vai alla ricerca di opuscoli e brochure promozionali

Le case di riposo predispongono sempre dei volantini e brochure che vi aiuteranno non solo a fare una scelta ma più semplicemente vi aiuteranno a fare una scelta consapevole. Come con qualsiasi materiale promozionale, mostrerà la casa nella migliore luce possibile, ma ti darà una buona idea delle strutture e puoi restringere la tua scelta a un elenco di alcune buone possibilità

2. Organizza una visita di persona ad una più casa di riposo

Preoccupandoti sempre di prenotare telefonicamente un giorno ed un orario in cui vedere gli ambienti e parlare con il personale. Non c'è davvero modo migliore per farsi un'idea degli alloggi che visitarlo di persona.

3. Parla i residenti durante la tua visita

Le persone che conoscono meglio la casa sono le persone che vivono lì, quindi parla con i residenti e chiedi cosa ne pensano del luogo. I punti positivi e negativi sono rilevanti!

4. Osserva come il personale interagisce con i residenti

Il personale è al centro dell'attività della casa di riposo. Sembra che vadano d'accordo con i residenti? C'è molta interazione o le persone anziane vengono semplicemente abbandonate a se stesse? Quanti dipendenti ci sono rispetto ai residenti? Un problema comune delle case di riposo è la sensazione di solitudine e la mancanza di appartenenza. Una socialità divertente e coinvolgente può essere di grande aiuto per la salute di chi ci abita.

5. Prendi appunti sulle strutture

Anche se la brochure ti parleranno bene al riguardo degli alloggi e delle attività, prendi appunti su come appaiono di persona, in particolare le opinioni dei potenziali residenti su di loro. Ad esempio, la casa può avere un bel giardino, ma è facilmente accessibile e ti sembra bellissima? L'arredamento è davvero così piacevole o non ti piacciono i colori e la scelta dei mobili? C’è il giusto livello di sicurezza? Sebbene una casa di riposo debba offrire un certo livello di assistenza sanitaria e supporto, dobbiamo pensare che questa sia soprattutto una casa nella quale il nostro caro anziano dovrà trascorrere il suo tempo.  Tutte queste piccole cose possono diventare molto importanti quando si vive in una casa di riposo.

6. La stanza da letto può essere personalizzata?

Hai la possibilità di portare i tuoi mobili o no? Potrebbero esserci stanze private con letti doppi, ma se sono già arredate e non possono essere cambiate. Se la stanza non è personalizzabile c’è il rischio di non sentirsi a proprio agio come a casa. È importante che se una persona anziana possa portare con sé le proprie cose e gli oggetti personali per arredare il suo spazio.

7. Assicurati che il menu sia di tuo gradimento!

Ancora una volta, questo può sembrare un aspetto secondario della scelta, ma quando si mangiano i pasti ogni giorno, può diventare un grosso problema adattarsi a nuovi gusti.

Per l’alimentazione chiedi al personale amministrativo se la casa di riposo prevedere la consulenza di un dietologo o di un biologo nutrizionista per poter personalizzare la dieta del proprio caro anziano.

Potrebbe interessarti un altro nostro articolo con utili consigli per la scelta della casa di riposo

La ricerca di una casa di riposo sul sito Geriatriko

Sul sito web Geriatriko - AnzianoAttivo abbiamo fatto in modo di raccogliere tutte le informazioni per rendere la scelta della casa di riposo un’operazione consapevole. Nelle schede tecniche delle case di riposo e delle residenze sanitarie assistite sono stati aggiunti tutti i possibili dettagli riguardo ai servizi forniti.

In particolare osservate non solo le informazioni di dettaglio della singola struttura alloggio per anziani. Le case di riposo che abbiamo recensito posseggono un sito web, visitate anche quello, osservate se le immagini delle gallerie fotografiche sono naturali o sembrano troppo generiche o finte. Una casa di riposo, quando ha degli ambienti confortevoli non ha da nascondere nulla e mette in mostra l’ambiente in cui si dovrà andare a vivere.

Per contattare la casa di riposo o la residenza sanitaria assistenziale è possibile inviare un messaggio per posta elettronica o tentare di fare una telefonata.

Ricordarsi di chiedere se c’è disponibilità di posti letto, se le stanze sono singole, se durante il giorno vengo organizzate attività ricreative per mantenere viva la salute fisica e mentale del nostro caro anziano.

Se possibile, se le condizioni sanitarie lo permettono, chiedere se possibile visitare la struttura.

La scelta di una casa di riposo deve essere una scelta consapevole nella quale dovrebbe essere possibile coinvolgere il proprio anziano. Non sarà facile quando a prendere questa decisione saranno figli, nipoti o caregiver familiari. Tuttavia una scelta compartecipata è sempre meglio di una dura e fredda imposizione all’anziano che già per sua natura si sente fragile ed impaurito.

L’ultimo suggerimento è quello di verificare se ci sono giorni ed orari specifici per le visite. Una casa di riposo non dovrebbe avere troppe limitazioni alle visite. La pandemia da COVID-19 ha reso le relazioni con gli anziani molto difficili, non dobbiamo cadere nell’errore di isolare o ghettizzare gli anziani.

Le attese di vita e la longevità si vanno sempre più allungando. Oggi la terza età non è più da considerarsi l’ultima stagione della vita. Piuttosto questa ha assunto dei connotati completamente differenti dal passato. Si arriva alla vecchiaia in buona salute e con un grado di autonomia molto superiori alle passate generazioni. Il tempo della pensione diventa quindi il momento ideale per coltivare le proprie passioni e lanciarsi in nuove esperienze e sviluppare nuove amicizie.

Le famiglie sono sempre più impegnate, figli e nipoti non sempre posso trascorrere del tempo con i nonni, il numero di “single” va aumentando sempre più per questi sono tutti motivi validi per imparare a socializzare e non rimanere soli. L’interazione con amici e conoscenti è indispensabile per mantenere un buon umore, tenere viva la psiche e di conseguenza tutto l’organismo.
Con questo articolo vogliamo proporvi tante idee per fare amicizia anche quando si entra nella terza età.

5 idee per stringere amicizia durante la terza età

Centri sociali e centri diurni per anziani

Centri sociali e centri diurni ricreativi sono ottimi riferimenti e luoghi di aggregazione per anziani. Ci si incontra per condividere del tempo insieme appoggiandosi ad una struttura organizzativa che può organizzare occasioni di incontro ed eventi di ogni tipo:

  • Giochi di canto
  • Corsi e lezioni di canto
  • Cene sociali
  • Gite fuori porta
  • Eventi culturali e presentazione di libri
  • Attività di volontariato sociale
  • Mostre e mercatini locali

Il centro sociale anziani è il modo migliore e più economico per rimanere in contatto con il tessuto sociale del proprio quartiere. Quando nei centri sociali anziani partecipano anche i giovani (a supporto delle attività sociali e come volontariato) si può godere anche della contaminazione fra generazioni diverse. I giovani imparano ad ascoltare i consigli degli anziani mentre questi ultimi hanno l’occasione di raccontare il loro vissuto.

Gite di gruppo organizzate per anziani

Alcune agenzie di viaggio, alcuni operatori e società di pullman turistici organizzano periodicamente gite appositamente ideate per gli anziani. Le uscite sono concepite per adattarsi alle forze alle capacità di movimento e ai ritmi degli anziani.
Si tratta di ottime occasioni di viaggiare non molto lontano da casa per visitare borghi e località d’arte senza dover correre o venire sottoposti a massacranti percorsi escursionistici.

Durante le gite per anziani è sempre prevista una pausa presso un ristorante o presso un agriturismo dove mangiare e riposarsi. Ottima occasione, questa, per godere della convivialità dei compagni di viaggio.

Non siamo costretti a diventare tutti amici ma certamente è un momento di svago per interrompere la monotonia della settimana.

Per coloro che sanno utilizzare uno smartphone la gita può continuare anche quando a casa rivediamo le fotografie e le scambiamo con i nostri amici di viaggio.

Fare amicizia con i corsi per anziani

Per coloro che hanno una innata curiosità, voglia di crescere e di imparare le molte associazioni locali, ma anche i piccoli professionisti offrono tante possibilità di formazione anche per gli anziani.

  • Corsi di pittura e disegno
  • Corsi di informatica (ne abbiamo già parlato in un nostro articolo dedicato ai corsi di informatica per anziani).
  • Corsi di fotografia
  • Corsi di modellismo
  • Corsi di arte e cultura
  • Corsi di lingue straniere
  • Corsi di Yoga
  • Corsi di cucito o bricolage

Non c’è limite alle cose che si possono imparare anche quando si è raggiunta la terza età. Si tratta del miglior modo per mantenere attiva la propria mente e le relazioni con il mondo esterno.
Durante i corsi è facile fare amicizia con coetanei per poi immaginare di continuare ad incontrarsi anche fuori dalle classi.

Iscriversi alle associazioni locali

L’associazionismo in Italia è una delle attività più floride e vitali. All’interno delle associazioni c’è un costante fermento di attività.

Si può far parte di associazioni benefiche, associazioni di “retake”, associazioni di volontariato, associazioni ambientali. Ciascuna di queste può avere una sua specifica missione spesso con un valore sociale.
Partecipare alla attività delle associazioni può essere un modo per mantenersi attivi ed allo stesso tempo restituire alla società il bene ricevuto.

Anche l’associazionismo locale può essere il modo migliore per fare nuove amicizie con persone che condividono i nostri stessi interessi.

Giocare quando si è vecchi

Trascorrere il tempo con giochi di società, seduti intorno ad un tavolo è il modo più tranquillo e divertente per fare nuove amicizie. Che questo avvenga nei club o nelle associazioni, ha poca importanza. Diventa invece centrale l’idea del gioco che è uno dei modi per tenere in piena forma la mente e le capacità di ragionamento strategico.

Sono infinite le possibilità di gioco:

  • Giochi di carte
  • Giochi da tavolo in scatola
  • Giochi di memoria
  • Tombola ed estrazioni del lotto

Quante altre occasioni per fare amicizia durante la terza età?

Occasioni di socializzazione e amicizia fra anzianiPossiamo rispondere che occasioni di fare amicizia ce ne sono molte. L’importante è essere disposti ad uscire di casa per crearsi nuove opportunità come ad esempio:

  • Nei centri religiosi del proprio quartiere (parrocchie, templi, centri di preghiera)
  • Nei giardini di condominio e nei parchi di quartiere
  • Negli orti urbani
  • Andare in palestra per seguire dei corsi di ginnastica dolce
  • Frequentare dei corsi di teatro
  • Nelle sagre e nei mercatini rionali

Circostanze per incontrare nuove persone ce ne possono essere infinite e delle più variegate. Si deve essere disposti ad incontrare e conoscere persone molto diverse da noi.

Quando si diventa anziani si hanno tante abitudini e tante certezze che difficilmente si vuole mettere in discussione. La relazione di amicizia con altre persone anziane deve procedere sul binario della pazienza e della tolleranza sapendo che ognuno è frutto del mix di esperienze di vita che lo hanno formato in un modo ben specifico.

Perché abbiamo scelto di offrire servizi di web marketing con il sito di Geriatriko? A chi ci rivolgiamo? Per rispondere a questa domanda ci dobbiamo mettere per un istante nei panni di coloro che cercano informazioni per sé o per i propri cari anziani.

Oggi i motori di ricerca non rispondo più in modo semplice alle nostre domande e spesso forniscono più pubblicità piuttosto che una corretta informazione. Quando si cercano soluzioni si rischia inoltre di trascorrere molte ore a cercare senza mai riuscire a trovare ciò di cui si ha bisogno.

Noi di Geriatriko siamo convinti che si possa fare una più corretta informazione e questo dipende prima di tutto dal modo di comunicare attraverso i vari canali web.

Il sito web Geriatriko è stato costruito a partire dalla lettura delle informazioni che riuscivamo a trovare partendo da semplici ricerche sui motori di ricerca. Il metodo: ci siamo immedesimati al posto di un anziano o di un familiare in cerca di informazioni per risolvere piccoli problemi della quotidianità. Non sempre i motori di ricerca ci hanno offerto risultati (siti web) sufficienti per rispondere alle nostre esigenze.  

Siti web delle case di riposo e società di servizi sanitari e socio assistenziali

I siti web (riferendoci a case di riposo e società private di servizi socio assistenziali) non si sono mai rivelati quasi mai esaurienti. Abbiamo trovato siti web poveri di contenuti, scritti con testi insufficienti ed incapaci di esplicitare i servizi che offrono. Spesso il contenuto rimane generico, approssimativo o in alcuni casi nebuloso.

Senza nulla togliere all’amore e la passione con cui società, fondazioni, onlus e le cooperative svolgono il loro lavoro dobbiamo però rilevare che la comunicazione è nella maggioranza dei casi troppo formale. Abbiamo trovato indicazioni su procedure interne, riferimenti a leggi molto complesse che non riescono a rispondere a domande semplici: cosa possiamo fare per la tutela e la gestione dell’anziano? Quali servizi di assistenza forniamo? Quali sono i costi, tempi e modalità di erogazione dei servizi?

La responsabilità della comunicazione corretta

Imprenditori ed amministratori di strutture assistenziali (che siano esse case di riposo o società di servizi) si preoccupano prima di tutto di chiarire (senza poi riuscire a farlo) la loro posizione legale rispetto all’utenza e ai pazienti piuttosto che le caratteristiche dei servizi che offrono.

La domanda rimane senza risposta nella maggioranza dei casi: cosa posso fare tali strutture ed imprese per gli anziani? Quali servizi posso erogare? In che modo? Qual è il costo dei servizi?

Il gruppo di lavoro che si è riunito intorno al tavolo progettuale di Geriatriko si è immedesimato nelle esigenze delle persone comuni che per la prima volta si trovano ad affrontare il problema della gestione del proprio anziano.

Senza nulla togliere alla complessità dell’organizzazione interna delle strutture è prioritario, nella comunicazione web, rendere le informazioni più esplicite e meglio comprensibili all’utente finale.

La soluzione di Geriatriko al problema della comunicazione

Con il portale informativo di Geriatriko ci siamo dati una missione “titanica” che è quella di semplificare l’informazione là dove questa risulta essere organizzata in modo troppo complesso.

Ci siamo esercitati a comprendere la complessità senza però perdere il nostro obiettivo, cambiare la nostra missione e la nostra natura. Abbiamo tentato di costruire schede informative (delle case di riposo, delle società di servizi assistenziali) più precise, ordiate enucleando le informazioni per argomenti circoscritti.

Abbiamo tentato di semplificare la ricerca di informazioni concentrando la nostra attenzione sull’usabilità del portale affinché le informazioni potessero trovarsi con facilità.

Attualmente Geriatriko offre servizi di consulenza alle aziende che vogliano acquisire:

  • comunicare in modo più preciso i loro servizi;
  • acquistare visibilità sul portale di Geriatriko;
  • miglior posizionamento sui motori di ricerca;
  • imparare a rispondere con maggior professionalità alle esigenze del pubblico di visitatori web.

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo predisposto un mix di servizi di web marketing per case di riposo, società di servizi sanitari e socio assistenziali.

Un elenco dettagliato dei servizi è possibile trovarlo alla pagina dedicata dove scaricare il documento in PDF ... oppure alle modalità di abbonamento alla piattaforma.

In particolar modo per i primissimi clienti che si abboneranno esiste la possibilità di avere il servizio “illimitato” sottoscrivendo il piano di abbonamento “SOSTENITORE”, un piano ideato per tutti coloro che crederanno nella nostra missione e che avranno il coraggio di scommettere sul nostro successo. Il piano di abbonamento della durata illimitata non potrà essere offerto a tutti, verrà offerto per un tempo limitato.

Ciò che lo staff di Geriatriko non farà mai mancare ai propri clienti è il dialogo con consulenti “reali” che si occuperanno di loro delle esigenze tecniche e comunicative.

Chiama lo 06.50.91.42.91 per una consulenza specialistica o contattaci compilando il form di contatto.

La politica, quella buona, che è gestione della “polis” deve essere espressione dei bisogni e degli interessi della gente comune. Una prova che la politica non è sempre fine a sé stessa l’abbiamo letta in una proposta di legge regionale ad opera di numerosi consiglieri della Regione Lazio.

Prima di tutto una proposta scritta bene, chiara, comprensibile anche al cittadino che non conosca il linguaggio giuridico e formale degli enti locali. E questo, lo possiamo dire come cittadini, non è poco.

La proposta di legge (n. 232 del 6 agosto 2020) in itinere ed attualmente assegnata alle commissioni VII – IV – I – V – IX – X – XI del consiglio della Regione Lazio. Protocollata con il nome “Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo” e rientra a pieno titolo nel Piano Sociale della Regione “Prendersi Cura, un bene comune” Deliberazione del Consiglio Regionale 24 gennaio 2019.

Contenuti della proposta di legge: una visione ideologica

La politica per sua natura, non può essere post-ideologica come accade per alcune gestioni “tecnicistiche” della cosa pubblica. Essa deve piuttosto discendere da una “visione ideologica” anche fosse la semplice utopia del prendersi cura delle persone più deboli. Gli anziani sono certamente la parte più fragile della nostra società ed è questa visione “del prendersi cura” che ci piace vedere impressa nella politica (tutta).

La proposta di legge si compone di 13 articoli di cui 7 sono dedicati alle aree di intervento (art. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10) hanno delle proposte concrete molto vicine alle attuali problematiche della terza età.

  • Art. 4 – Formazione permanente (promozione della formazione durante tutto l’arco della vita)
  • Art. 5 – Prevenzione e benessere (prevenzione della perdita di autosufficienza)
  • Art. 6 – Cultura e tempo libero (partecipazione attività culturali, ricreative, ecc…)
  • Art. 7 – Impegno e volontariato civile (impiego in attività socialmente utili)
  • Art. 8 – Azioni dell’impegno civile (coinvolgimento degli anziani in attività pubbliche)
  • Art. 9 – Gestione di terreno comunale (orti urbani e giardinaggio)
  • Art. 10 – Nuove tecnologie (riduzione del “digital divide” e stimolo alla “digital tansformation”)

Sono tutti temi di cui si occupa certamente il nostro sito. Gli anziani non più soggetti passivi, ma in virtù di un allungamento della prospettiva di vita, possono ancora essere attivi e partecipi della nostra società.  Anziani non più soggetti marginalizzati ma protagonisti della vita quotidiana. Anziani Attivi e valorizzati con politiche di coinvolgimento che li mettano in contatto ancora più stretto con i giovani.

Non vogliamo rischiare di ripetere quanto scritto nella proposta di legge di cui consigliamo la lettura per comprendere il profondo senso di coesione sociale che passa anche attraverso la tutela della vita degli anziani. Alleghiamo per la lettura la proposta di legge e il Piano Sociale.

D’altra parte “Anziano Attivo” è un mantra che Geriatriko ha scelto di assumere come ideologia. Vogliamo rimanere lontani dalla facile commiserazione della condizione dell’anziano. Piuttosto desideriamo riconoscere il valore dell’esperienza e pensare che attraverso una vita più attiva e partecipazione sociale sia possibile migliorare non solo la qualità di vita dell’anziano ma la società nel suo intero.

Dagli orti urbani ai corsi di informatica, dal coinvolgimento in attività culturali fino a quelle sportive e ricreative la proposta di legge ci permette di vedere le possibilità dell’anziano in modo ancora più chiaro. Per questo ringraziamo i consiglieri della Regione Lazio (Bonafoni, Vincenzi, Capriccioli, Ciani, Ognibene, Tidei, Simeone, Tripodi, Lombardi, Mattia, Di Biase, Maselli, Lena e Colosimo) del lavoro svolto.

Geriatriko farà sue molte delle idee contenute in questa proposta di legge nella convinzione che è sempre responsabilità di tutti prendersi cura degli anziani proteggendoli da un lato e valorizzandoli dall'altro.

Se da un lato gli anziani dicono di avere sempre freddo dall’altra il caldo estivo può essere per loro subdolo e pericoloso.

Mentre il freddo è una sensazione spiacevole che discende più frequentemente da ragioni di calo metabolico correlato all’età. Il troppo caldo estivo dipende sicuramente dalla temperatura esterna e dalle condizioni climatiche.

Abbiamo già visto i motivi che portano gli anziani a percepire sempre quella fastidiosa sensazione di freddo e vi rimandiamo all’articolo: perché gli anziani hanno sempre freddo.

Oltre le alte temperature anche l’umidità influisce sul benessere degli anziani. È chiaro che proprio durante l’estate bisogna prendersene particolarmente cura.

Come aiutare gli anziani autosufficienti quando fa molto caldo?

Ci vuole un po’ di pazienza e di buona volontà da parte di famiglie e cargiver. Gli anziani sono brontoloni e non amano sentirsi dare dei consigli.

Esistono poche semplici soluzioni che aiutano l’anziano a trascorrere meglio la calura estiva.

  • Bere, bere, bere… non finiremo mai di dirlo. Il corpo umano è per il 60-70% composto di acqua che va ricambiata costantemente. Tenere a portata di mano delle boccette d’acqua da ½ litro è già un ottimo progresso. Perfetto è stimolare l’anziano a bere costantemente. Procurate ai vostri anziani una bottiglietta piccola (facile da sollevare e facilmente apribile) con ½ litro d’acqua. Stimolateli a bere in continuazione.
  • Se l’acqua è “noiosa” e “insapore” è possibile proporre il tè verde freddo che oltre ad essere tonificante è anche antiossidante e mantiene l’organismo in buona salute.
  • I pasti più adatti durante l’estate (e non solo) sono costituiti da frutta, verdura, gelato. Il latte è allo stesso tempo un alimento e una bevanda completa… quando bevuto leggermente freddo può essere un grande ristoro. Riso e pasta sono da calibrarsi sulle esigenze glicemiche (zucchero) dell’anziano. In questo caso ogni anziano è un caso a sé stante per il quale è meglio avere il parere di un nutrizionista. Meglio frazionare i pasti alternando con frutti di stagione.
  • Indossare vestiti leggeri anche se si avverte quella strana sensazione di “freddo metabolico” che nulla ha a che vedere con la temperatura. I tessuti più consigliati sono lino, cotone dai colori chiari.
  • Evitare di uscire nelle ore più calde. Sappiamo tutti che gli anziani tendono a fare la spesa fra le 10.00 di mattina e le 12.00. Meglio se ad occuparsi delle commissioni (durante il periodo estivo) siano figli, badanti o assistenti.
  • Se non si vuole attivare il condizionatore in casa si può ricorrere al deumidificatore che migliora l’aria dell’abitazione e diminuisce la sensazione di calore.
  • Controllo della regolare assunzione delle medicine e del loro corretto dosaggio. Tenere presente che il caldo cambia la fisiologia del corpo per questo è necessario calibrare il dosaggio delle medicine Un confronto con il medico curante prima dell’inizio dell’estate è indispensabile.

Altri piccoli consigli per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti

  • Non esporsi al sole diretto in modo prolungato durante l’estate e le ore più calde.
  • Evitare di uscire fra le 11.00 e le 17.00 che sono le ore più calde della giornata.
  • Indossare sempre un leggero cappello di paglia o di cotone che abbia una falda ampia. Questo anche per proteggere gli occhi dalla luce diretta del sole.
  • Negli anziani sono delicate gli occhi e le mucose delle palpebre per questo è utile
  • Indossare occhiali da sole, quando possibile. La luce estiva è molto più della luce invernale, anche il riverbero può essere fastidioso.

Come aiutare gli anziani allettati non autosufficienti quando fa caldo?

L’anziano non autosufficiente trascorre la maggior parte del tempo seduto in una poltrona o allettato, per questo motivo tende a non perdere correttamente il calore in eccesso.

Anche per gli anziani non autosufficienti valgono alcune considerazioni già citate sopra:

  • Controllare le urine per tenere sotto controllo l’idratazione e stimolare continuamente l’anziano a bere.
  • Valgono le stesse regole sull’alimentazione tenendo presente che gli alimenti di un anziano con difficoltà a deglutire dovranno contenere una grande componente liquida.
  • Evitare coperte e/o lenzuola troppo pesanti per favorire la traspirazione.
  • Tenere la casa ombreggiata aprendo le finestre solo presto la mattina (ore più fresche dalla giornata) o tardi la sera prima di andare a dormire.
  • Quando le condizioni economiche della famiglia lo permettono è consigliabile trasferire gli anziani in case di riposo o residenze protette in aree collinari dove le temperature tendono ad essere più mitigate. Scegliere una località con alberi è la scelta ottimale per trascorrere i periodi più caldi dell’estate.
  • Attivare il condizionatore o il deumidificatore ma fare attenzione che il flusso di aria non colpisca in modo diretto l’anziano allettato. Meglio ancora se il condizionatore si trova in una stanza adiacente.
  • Quando non si possiede un sistema di climatizzazione dell’ambiente si può ricorrere alle spugnature. Prendete un asciugamano pulito di spugna piccolo (quelli per il bidet andranno benissimo) umidificatelo con l’acqua e piegandolo in due passatelo sulle braccia e sulla fronte. Questo favorirà la perdita di calore dando un’immediata sensazione di benessere.
  • Il ventilatore può essere usato ma con velocità moderate, possibilmente il flusso d’aria non deve colpire direttamente l’anziano seduto o immobilizzato al letto.

Anziani soli durante l’estate: qualche consiglio

Gli anziani soli a casa durante l’estate? Come risponderebbe un giovane … “anche no”! Ma se proprio è necessario è indispensabile tenerli sotto controllo il più possibile.

  • Se possibile telefonare 2-3 volte al giorno per assicurarsi che non soffrano troppo il caldo.
  • Collaborare con i vicini per controllare se hanno bisogno di qualcosa.
  • Quando possibile andare a trovarli almeno una volta al giorno.
  • Controllare quante bottigliette d’acqua consumano per essere sicuri che bevano a sufficienza.
  • Verificare se sono irritabili, sonnolenti o spossati che sono i tipici sintomi della disidratazione.
  • Applicare o suggerire l’applicazione delle spugnature.
  • Se possibile chiedere l’aiuto di una badante per accompagnare l’anziani nella passeggiata quotidiana nelle primissime ore della mattina e non oltre le 10.00. Scegliere viali alberati o percorsi ventilati come sul lungomare.

In fine… senza che questo sembri troppo una indicazione a carattere morale: portatevi gli anziani in vacanza con voi.

La salute dentale è alla base della salute di tutto l’organismo e del benessere dell’intero corpo. La bocca essendo la porta di accesso alle infezioni provenienti dal mondo esterno, deve essere curata adeguatamente. Sappiamo da tempo che alle infezioni della bocca sono correlate numerose patologie del cuore, del sistema vascolare e del cervello.  Quindi anche gli anziani devono occuparsi della salute dentale e della loro igiene orale.

La responsabilità dei caregiver (chi si prende cura degli anziani) è centrale quando l’anziano ha preso le motivazioni per prendersi cura della propria bocca.

L’odontoiatria geriatrica, pur non essendo una specifica branca dell’odontoiatria, si occupa delle cure dentali per pazienti anziani. Questa visione specialistica dell’odontoiatria deve tenere conto dello stato di invecchiamento fisiologico della persona e delle patologie che si possono accompagnare durante a vecchiaia.

Non possiamo curare una persona anziana portatrice di patologia (diabete, malattie cardiovascolari, problemi respiratori, sindrome metabolica) nello stesso modo di un paziente adulto in buona salute.

Nei casi più difficili possiamo incontrare delle difficoltà come gli anziani affetti demenze come la malattia di Alzheimer e la sindrome di Parkinson. In questi casi è necessario affrontare le cure odontoiatriche con una attenzione ed una visione multidisciplinare.

Come occuparsi della salute dentale di una persona anziana?

La salute dei denti di un anziano è normalmente compromessa in parte per il naturale decadimento fisiologico in parte perché proprio gli anziani si curano poco della pulizia del cavo orale. Questa trascuratezza chiaramente aggrava lo stato di salute della bocca e dei denti nonché nel complesso della salute complessiva dell’organismo.

Prima di tutto è necessario occuparsi dell’igiene orale

Sappiamo bene che i pazienti anziani hanno una scarsa igiene orale, difficilmente trovano il tempo e il modo di spazzolarsi i denti. Ancora più difficile se il paziente anziano è allettato questo potrebbe non accadere affatto. Quando l’anziano spazzola i denti lo fa male non riuscendo a rimuovere completamente la placca che è all’origine delle infezioni della bocca.

Cure dentali per anziani

Quando si deve ricorrere a delle cure, la prima cosa di cui occuparsi, è consigliabile richiedere una prima visita diagnostica presso di un dentista esperto di odontoiatria per pazienti con bisogni speciali. Questo è il momento chiave per fare un quadro dello stato complessivo di salute della bocca del nostro anziano.

Parodontiti, carie, edentulia sono le condizioni più frequenti che colpiscono gli anziani. Ma la domanda è a chi rivolgersi?

Premesso che l’odontoiatria in Italia è una vera eccellenza, la formazione degli odontoiatri è una delle avanguardie del nostro paese. Possiamo dire che gran parte dei dentisti è in grado di gestire le cure dentali per pazienti anziani.
Abbiamo parlato con il prof. Livio Gallottini direttore sanitario dell’Ambulatorio Odontroiatrico Dental T.A.S.C. S.r.l il quale propone un servizio innovativo e un protocollo diagnostico-terapeutico-riabilitativo per pazienti con bisogni speciali e pazienti anziani.

Quando il paziente anziano diventa poco collaborante o è affetto da patologie, il prof. Livio Gallottini, da anni propone cure dentali in un solo appuntamento ed in anestesia generale in sala operatori di una clinica convenzionata.

Quando gestite correttamente, le cure odontoiatriche, risolvono la maggior parte delle problematiche dentali restituendo un equilibrio di salute al paziente anziano conservandone lo stato di salute generale.

Un binomio importante: cure dentali per anziani e qualità della vita

Non ci sono dubbi sul fatto che prendersi cura della salute orale faccia un binomio con la qualità della vita ed un invecchiamento dolce.

L’odontoiatria geriatrica nella sua visione multidisciplinare è straordinariamente attenta ai bisogni degli anziani tanto da considerate la componente psicologica parte integrande del problema.

Paura del dentista, stress, irrequietezza del paziente, sensazione di dolore sono elementi che spesso impediscono anche alle persone anziane di prendersi cura della salute orale. Il paziente anziano non è un “meccanismo” rotto da riparare ma una persona con tutte le sue molteplici sfaccettature, un individuo con i suoi bisogni speciali.

Proprio in quest’ottica il professor Livio Gallottini ed il suo staff offrono un servizio di cure dentali adatte anche ai pazienti anziani. È chiaro che anziani, famiglie e caregiver devono occuparsi di questo problema centrale della salute degli anziani.

Una cosa scontata, fin da piccoli siamo abituati a vedere i nostri anziani, i nonni e le persone di una certa età la testa ricoperta di capelli bianchi. Una domanda che mi è sorta spontanea mentre lavoravo alla costruzione di questo sito web: perché gli anziani hanno i capelli bianchi?

Lasciatemi iniziare con una aforisma di antica saggezza.

“Un tempo era grande il rispetto per una testa ricoperta di capelli bianchi.” Ovidio

Pare che la mancanza di rispetto verso le teste argentate era già presente ai tempi dell’antica Roma. Una testa ricoperta di capelli bianchi andrebbe rispettata per la storia che porta con se…

I capelli diventano bianchi con l’età per mancanza di melatonina un pigmento presente nel corpo umano e che riveste importanti ruoli fisiologici. Oltre a pigmentare capelli, pelle la melatonina è coinvolta anche nei meccanismi di alternanza sonno-veglia. Una scarsità di melatonina imbianca i capelli ma rendere il sonno degli anziani più difficoltoso. Può accompagnarsi alla vecchiaia anche una certa insonnia.

Cosa provoca la riduzione della melatonina?

La mancanza di melatonina può essere dovuta a fattori genetici quando ad esempio si ha la pelle e i capelli chiari. Casi più gravi si posso avere quando il fattori genetici sono all’origine di malattie come la sindrome di Waardenburg o la vitiligine.

La melatonina tende a ridursi anche per questioni fisiologiche come le disfunzioni alla tiroide o prolungati periodi di stress che mettono l’organismo a dura prova e favoriscono l’accumulo di radicali liberi.

Oltre allo stress incidono anche molto i fattori legati allo stile di vita. È ormai assodato che fumo, alcolici ed inquinamento tendono a mettere sotto stress l’organismo facendo invecchiare tutto il corpo nonché i capelli che tendono ad incanutire.

In ultimo e non meno importante l’alimentazione gioca un ruolo importante: carenza di vitamina B12, vitamina A e di rame nella dieta possono provocare una riduzione fisiologica nella produzione della melanina.

Per coloro che non amano l’idea di invecchiare possiamo consigliare una alimentazione che contengono i precursori biochimici della melatonina: pomodori, carote, albicocche, peperoni. Questi alimenti, nel favorire la produzione di melatonina, aiutano anche a proteggere la pelle e l’iride degli occhi.

Rispetto per i capelli bianchi degli anziani

Penso che Ovidio avesse ragione sul valore dei capelli bianchi. Sono un segno distintivo di cui non c’è alcun motivo di vergognarsi. Quanto si raggiunge la terza età ed arrivano i capelli bianchi vuol dire che si ha vissuto con pienezza.

Certamente gli anziani saranno brontoloni o avranno dei quei ritmi lenti della vecchiaia un po' esasperanti ma… Quanti segreti nasconde una testa canuta? Quanta esperienza nella vita di un anziano?

Non fosse altro che per mero opportunismo, i giovani dovrebbero avere maggior rispetto degli anziani, fare tesoro della loro esperienza imparando ad ascoltarli con pazienza e curiosità.

Impariamo sempre troppo tardi a valorizzare la testa canuta dei nostri cari.  

A che età si diventa anziani? Sei ufficialmente entrato nella terza età perché in pensione? Hai più di 65 anni, sei pieno di reumatismi e sei quindi “anziano”? L’escursionismo è adatto alle persone anziane? Cosa significa andare in montagna oltre una certa età?

Si chiama analfabetismo informatico e colpisce trasversalmente alcune categorie di persone: gli artigiani, alcune mamme non lavoratrici, i bambini, gli anziani. L’analfabetismo informatico non è connesso con l’appartenenza ad una particolare classe sociale ne ad un particolare livello di scolarizzazione o livello culturale.
Spesso le capacità informatiche sono facilmente connesse alla propria formazione matematico-scientifica che ne rende l’uso più intuitivo.

I ritmi frenetici dei giorni nostri e con le giornate da 24 ore che non bastano più, ci si chiede spesso come possano fare gli anziani a vivere una vita così lenta e senza quella frenesia che accompagna oggi la fascia di adulti lavoratori. Molto spesso ci dimentichiamo che le persone anziane, molto prima della nascita dei propri figli e nipoti, hanno passato anni interi a lavorare e a seguire gli stessi ritmi che, seppur non così tanto frenetici come gli ultimi anni, le persone di oggi vivono normalmente.

Vogliamo condividere un pensiero semplice: il corpo umano non è concepito per stare fermo. Questo è ancora più vero durante la terza età, quando il corpo tende a rallentare in tutte le sue funzioni fisiologiche.

Un mondo di sigle che non fa altro che confondere chi per la prima volta deve capire come prestare assistenza ai propri anziani. Impossibile pensare ad una classificazione tassonomica delle strutture in un paese come l’Italia dove le prestazioni sanitarie sono regolamentate e controllate a diversi livelli (Nazionale, Regionale, Proviciale).