Geriatriiko - Case di Riposo - Servizi Sanitari - Mobilità - Blog Anziani

Home Blog Forum Accedi

Le scelte corrette per una sana alimentazione in terza età

Scritto da
Lunedì, 28 Giugno 2021 - 

Possiamo sostenere con una certa efficacia l’affermazione per cui un'alimentazione corretta è tra i fattori più importanti tra quelli che concorrono al benessere dell'individuo e al mantenimento di uno stato ottimale di salute. Con il passare degli anni diventiamo tutti più facilmente soggetti a disagi e vere e proprie patologie tipiche di questa fase della vita ma con un occhio attento all'alimentazione saremo in grado di ridurre e prevenire l'insorgenza di malattie infettive, cardiovascolari e numerosi disturbi metabolici. Vediamo insieme come!

I principali problemi nutrizionali degli anziani

Diverse ricerche in ambito geriatrico hanno rilevato come primario motivo di problematicità il fatto che generalmente l'anziano non segue un regime alimentare adeguato al proprio stato di salute, prediligendo diete poco variate e monotone. Accanto a questo primo problema, altri due fattori influiscono in maniera determinante sulle sue scelte alimentari: i problemi di masticazione legati alla dentizione e l'inappetenza.

Molto spesso infatti nei soggetti anziani la capacità masticatoria è compromessa dalla più o meno parziale edentulia. Questo rappresenta uno dei più frequenti fattori di rischio nutrizionale perché il soggetto tende ad eliminare tutti quei tipi di alimenti che non riesce più a masticare prediligendo alimenti più morbidi come minestre, formaggi molli e latticini a carne, frutta e verdura cruda.

Prima di arrivare alla completa edentulia è bene prendersi cura dei denti. Come abbiamo approfondito in un recente articolo le soluzioni sono disponibili ancche per le cure dentali per anziani: leggi l'articolo di approfondimento.

Per quanto riguarda il secondo problema, quello dell'inappetenza, da un lato è un riflesso del minore fabbisogno calorico, dall'altro può essere una manifestazione secondaria di un tono dell'umore ridotto che può accompagnare questa fase della vita.

Una prolungata esposizione a questo tipo di dieta, poco varia e condizionata da questi problemi, può portare nel medio termine a denutrizione, astenia ed una minore resistenza alle infezioni, oltre che a velocizzare il processo di perdita del tono  muscolare.

Allo stesso tempo non sono infrequenti casi diametralmente opposti in cui il soggetto abusa di diete ipercaloriche ed incede in un maggior consumo di carboidrati che lo possono portare invece a problemi glicemici, sovrappeso e una maggior probabilità di sviluppare disturbi cardiovascolari.

Soprattutto i soggetti diabetici, infatti, devono prestare particolare attenzione alla quantità totale e alla distribuzione dei carboidrati nella dieta. Per poter mantenere costanti i livelli della glicemia durante la giornata è importante che in ogni pasto principale siano presenti carboidrati complessi, un secondo piatto ed un contorno di verdure. Le persone diabetiche inoltre devono cercare di ridurre il consumo di saccarosio preferendo altri tipi di dolcificanti ipocalorici.

La dieta dell'anziano

A prescindere dalle specificità del singolo individuo, nell'anziano il fabbisogno calorico tende ad essere minore rispetto alla media della popolazione soprattutto per effetto della riduzione dell'attività fisica e lavorativa. Mediamente possiamo infatti dire che il fabbisogno calorico di un anziano raramente supera le 2000 kcal giornaliere.

Accanto quindi ad un minor consumo di carboidrati raffinati, è importante garantire un apporto proteico di almeno 0,8 gr per chilogrammo di peso corporeo. In questo caso tali proteine devono essere facilmente assimilabili, pertanto sono consigliate le carni bianche come pollo, coniglio e tacchino. Il pesce è particolarmente indicato, sia per la sua più facile masticabilità sia per la presenza di omega-3, fondamentali nella cura delle patologie arteriosclerotiche, tanto da essere raccomandato almeno tre volte a settimana.

Un elemento imprescindibile per la dieta è inoltre l'uso esclusivo dell'olio extravergine di oliva, tanto per cucinare quanto come condimento. L'olio di oliva infatti è ricco di acido oleico oltre a numerosi antiossidanti naturali come la vitamina E.

Per quanto riguarda invece l'apporto dietetico di fibre, questo deve avvenire mediante il consumo di pane e pasta, possibilmente integrali, oltre a legumi, frutta e verdura.

Un focus sull'importanza dell'idratazione nell'alimentazione dell'anziano

Idratazione dell'anziano per una salute durevoleIn linea generale, l'anziano ha la tendenza a sottostimare il proprio fabbisogno d'acqua, in parte per una diminuita sensibilità allo stimolo stesso della sete, dall'altra questa condizione può venire facilmente esacerbata dalle terapie diuretiche per il controllo degli stati tensivi. È fondamentale invece che vengano quotidianamente assunti almeno 35 ml di acqua per kg di peso corporeo sia per arginare la naturale disidratazione dei tessuti ma anche perché il ricambio idrico favorisce l'eliminazione di scorie e tossine.

Per quanto riguarda il latte, ferma restando la tolleranza allo stesso che può variare da soggetto a soggetto, è preferibile l'uso di quello parzialmente scremato. Allo stesso tempo però, per poter combattere l'osteoporosi, un apporto di calcio non solo è necessario ma assolutamente fondamentale. In caso di intolleranze si può quindi optare per il latte senza lattosio avendo cura di integrare la dieta con una maggiore quota di yogurt e formaggi.

Per quanto riguarda invece il fabbisogno vitaminico, questo non diminuisce con la terza età, anzi, come effetto di una minore esposizione alla radiazione solare, si registrano molto frequentemente carenze di vitamina D. A questo scopo, oltre chiaramente ad una maggiore esposizione al sole, sempre e soltanto nelle ore meno calde, meglio ricordarlo, è importante che l'anziano consumi cibi sani e soprattutto cucinati quotidianamente, riducendo il ricorso a cibi precotti, in scatola o surgelati.

Per quanto riguarda il numero dei pasti, l'ideale sarebbe riuscire a distribuire l'apporto calorico su quattro/cinque piccoli pasti, facilitando così la digestione ed ottimizzando l'assimilazione dei nutrienti.

I consigli per la corretta alimentazione dell'anziano

Volendo riassumere, quindi, è importante in questa fase della vita che i pasti siano leggeri e frequenti, avendo cura di non saltare mai la prima colazione. Gli alimenti dovranno essere cucinati in modo semplice evitando l'uso eccessivo di grassi, sale e salse elaborate. È fondamentale inoltre per l'anziano bere acqua frequentemente, anche qualora non ne avverta la necessità, eliminando al contempo il ricorso a bevande ad alto contenuto di zuccheri come le sode industriali o gli sciroppi.

Accanto poi ad un ricorso limitato alla bevande alcoliche, è importante consumare frutta di stagione e ricorrere agli integratori solo su consiglio medico.